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NOTIZIE BREVI

Cosa sono gli Etf a risultato definito e come proteggono il risparmiatore
Di Redazione |
Pubblicato il 26 Ottobre 2026

Gli ETF a risultato definito (noti come Defined Outcome ETF o Buffer ETF) sono fondi a gestione attiva che utilizzano contratti derivati (opzioni) per offrire un rendimento legato a un indice azionario, ma entro limiti massimi di guadagno e di perdita prestabiliti. A differenza degli ETF tradizionali che replicano linearmente l’andamento del mercato, questi strumenti sono strutturati per “smussare” la volatilità e si basano su due parametri fondamentali. Il primo è il Buffer, ovvero la percentuale di perdita da cui l’investitore è protetto. Ad esempio, un buffer del 10% significa che se l’indice azionario di riferimento scende fino al -10%, l’ETF azzera la perdita (rendimento 0%). Se il mercato perde il 15%, l’investitore assorbirà solo il ribasso eccedente la protezione (in questo caso, il -5%). Il secondo è Il Cap (Tetto al guadagno). Per finanziare la protezione dai ribassi, l’ETF stabilisce un limite massimo al rendimento positivo. Se il Cap è fissato al 12% e l’indice di riferimento sale del 20%, l’investitore guadagnerà al massimo il 12%.
Questi ETF combinano quattro diversi contratti di opzioni sullo stesso indice azionario: compra un’opzione Call con prezzo d’esercizio pari al valore attuale del mercato per sfruttare i rialzi, vende un’opzione Call a un livello più alto per stabilire un tetto ai rialzi, acquista un’opzione Put con prezzo d’esercizio pari al valore iniziale del mercato e vende un’opzione Put con uno strike price inferiore rispetto al valore iniziale per limitare le perdite.