L’allocazione degli asset – la ripartizione strategica degli investimenti tra diverse classi di attività quali azioni, titoli a reddito fisso, beni reali e investimenti alternativi – è la pietra angolare di un portafoglio in grado di bilanciare rischio e rendimento resistendo a diversi contesti di mercato, allineandosi agli obiettivi dell’investitore e al suo orizzonte temporale.
Un’allocazione ponderata tra più classi di attività consente agli investitori di posizionarsi in modo da cogliere potenziali opportunità di crescita, mantenendo al contempo un certo grado di protezione contro gravi flessioni del mercato. Le azioni possono offrire un elevato potenziale di crescita, ma con una maggiore volatilità. Le obbligazioni spesso garantiscono un reddito e una relativa stabilità. Gli investimenti alternativi e quelli in asset non quotati possono apportare vantaggi in termini di diversificazione e una potenziale mitigazione del rischio.
L’allocazione degli attivi è anche un’ancora comportamentale che aiuta gli investitori a rimanere fedeli ai loro piani.
Le sole classi di attività tradizionali potrebbero non garantire più gli stessi livelli di rendimento e tutela dal rischio di un tempo. Per coloro che sono idonei, l’accesso agli investimenti nei mercati privati (private equity, credito privato, infrastrutture e immobiliare) può aumentare la diversificazione e migliorare i ritorni al netto della volatilità.
L’integrazione oculata degli asset alternativi richiede agli intermediari finanziari un’attenta due diligence e una profonda comprensione del quadro finanziario complessivo e propensione al rischio di ogni cliente.
Per costruire un’allocazione in asset non quotati, l’investitore e il suo consulente devono stabilire come finanziare i propri impegni di investimento tenendo conto di altre due considerazioni.
L’effetto denominatore: gli attivi delle Borse tendono a essere più volatili rispetto a quelli privati, mentre le valutazioni di questi ultimi di solito cambiano più lentamente. Di conseguenza, la percentuale che questi asset occupano nel portafoglio complessivo può subire forti oscillazioni in mercati volatili, con il rischio che un piano risulti sovraponderato in posizioni illiquide.
La copertura valutaria: gli USA sono un mercato dinamico per gli asset privati, ma esistono anche numerose opportunità a livello internazionale. Per gli investitori non statunitensi, la copertura valutaria è quindi uno strumento fondamentale per compensare l’elevato rischio di cambio che accompagna gli investimenti nei mercati privati.
Le allocazioni in asset privati, che si tratti di asset reali, azioni o credito, offrono agli investitori ulteriori fonti di rendimento potenziale, una maggiore diversificazione e una minore volatilità derivante dal loro approccio di valutazione. Implementare una disciplinata strategia di allocazione è di fondamentale importanza a causa della natura illiquida di tali asset e il lasso di tempo che intercorre tra l’impegno e il prelievo di capitale per questi investimenti. Tra gli aspetti da considerare figurano le modalità di finanziamento delle richieste di capitale, la definizione di un benchmark per l’allocazione prima della sua piena attuazione, la gestione della volatilità e l’opportunità di effettuare una copertura valutaria. Ogni cliente dovrà bilanciare diverse considerazioni di governance e strutturali nel determinare il modo migliore per attuare un’allocazione illiquida.
ARTICOLI
Allocazione delle risorse, l’effetto “asset non quotati”
Gli investimenti nei mercati privati (private equity, credito privato, infrastrutture e immobiliare) possono aumentare la diversificazione e migliorare i ritorni al netto della volatilità, ma occorre prudenza perché sono illiquidi
