Il Cape Ratio è uno degli indicatori più autorevoli per valutare se il mercato azionario sia sopravvalutato o sottovalutato. Ideato dal Premio Nobel Robert Shiller, questo indice, a differenza del classico P/E, che considera solo gli utili dell’ultimo anno, calcola la media degli utili degli ultimi dieci anni, adeguandoli all’inflazione. Questo approccio corregge le distorsioni causate dai cicli economici di breve termine. Attualmente, il Cape dell’indice S&P 500 si attesta a un livello particolarmente elevato di circa 41,9 punti, un dato ben superiore alla sua media storica di lungo termine, che oscilla intorno ai 17,4 punti. Questo valore posiziona il mercato Usa ai livelli più alti della sua storia, superato solo dal picco record di 44,2 punti toccato durante la bolla delle dot-com nel 1999. Durante le fasi di forte espansione o di recessione, gli utili aziendali possono subire picchi o crolli temporanei che alterano il P/E tradizionale. Mediare i dati su un decennio permette di ottenere una fotografia molto più realistica del potere di guadagno delle imprese. Un valore superiore alla norma storica suggerisce che i rendimenti futuri dei prossimi dieci anni potrebbero essere inferiori alla media. Al contrario, un valore basso indica potenziali opportunità di acquisto. Non è un indicatore per il trading di breve termine, resta una bussola fondamentale per l’asset allocation strategica.
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Perché il Cape Ratio è l’indice più corretto per valutare i mercati azionari
Di Redazione |
Pubblicato il 8 Settembre 2026
