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Le banche sono sempre più digitali e la filiale ormai è uno smartphone
Di Redazione |
Pubblicato il 8 Settembre 2026
Nel 2025 le operazioni dispositive effettuate dai clienti da mobile banking sono aumentate del 18,6% rispetto all’anno precedente e hanno raggiunto un volume di quasi tre volte superiore a quello dell’internet banking

La banca italiana si sposta sempre più dentro lo smartphone. Nel 2025 l’uso dei canali digitali ha accelerato ancora, trasformando l’app da semplice strumento per controllare il conto nel principale punto di accesso ai servizi finanziari. I clienti attivi sul mobile banking sono cresciuti del 5,7% in un anno e del 141% rispetto al 2018, mentre aumentano rapidamente pagamenti, trasferimenti e sottoscrizioni online. La trasformazione, però, porta con sé un secondo fronte: più tecnologia significa anche maggiori investimenti in sicurezza digitale e infrastrutture. È la fotografia del quindicesimo Rapporto dell’Osservatorio Digital Banking di ABI Lab.
Il dato che misura meglio il cambiamento non riguarda soltanto il numero degli utenti, ma ciò che ormai fanno attraverso l’app. Nel 2025 le operazioni dispositive da mobile banking sono aumentate del 18,6% rispetto all’anno precedente e hanno raggiunto un volume quasi tre volte superiore a quello dell’internet banking. Il 77% delle banche analizzate ha inoltre aumentato gli investimenti sul canale mobile, puntando su vendita di prodotti, esperienza del cliente, efficienza dei processi e protezione delle operazioni. Nel 2024 l’incremento delle operazioni dispositive da app era stato del 16%, segno di un’accelerazione che prosegue.

Il boom dei bonifici istantanei

La crescita più vistosa arriva dai trasferimenti di denaro: nel 2025 i bonifici istantanei sono aumentati del 130,5% attraverso il mobile banking e del 154% tramite internet banking. Un salto che si inserisce nel nuovo quadro europeo entrato progressivamente in vigore durante l’anno: dal 9 gennaio 2025 le banche dell’area euro devono consentire la ricezione dei bonifici istantanei alle stesse condizioni economiche di quelli ordinari e dal 9 ottobre l’obbligo è stato esteso anche all’invio attraverso i diversi canali. La banca digitale diventa così sempre più una banca del tempo reale.

Il costo della tecnologia

Dietro la corsa delle app c’è una macchina industriale sempre più costosa. Secondo l’ABI, nel 2025 la spesa tecnologica del settore bancario ha superato i 6,3 miliardi di euro, mentre tra il 2020 e il 2025 gli investimenti dedicati alla cybersecurity hanno sfiorato i 2,5 miliardi. Il tema è destinato a restare centrale: il rapporto CertFin 2026 indica per quest’anno circa 500 milioni di euro di spesa per la sicurezza informatica, mentre le banche continuano a rafforzare sistemi antifrode, identità digitali e resilienza operativa contro attacchi sempre più sofisticati.

Dal prestito online all’intelligenza artificiale

La digitalizzazione si allarga anche ai prodotti tradizionalmente più complessi. La sottoscrizione completamente online dei prestiti personali è disponibile nel 68% delle realtà osservate, mentre per i mutui la quota arriva al 32%; il 64% offre strumenti digitali per la gestione finanziaria personale. Intanto cresce l’uso dell’intelligenza artificiale nell’acquisizione dei clienti: il riconoscimento automatico dei documenti è adottato nel 62% dei casi e il video-selfie con verifica biometrica in tempo reale nel 48%. La competizione bancaria si sposta così dalla presenza sul territorio alla qualità dell’esperienza digitale. La trasformazione non significa necessariamente la scomparsa della filiale, ma cambia il suo ruolo. Le operazioni quotidiane migrano verso lo smartphone, mentre gli sportelli fisici si concentrano sulle attività a maggiore valore aggiunto e sulla consulenza.