Seleziona una pagina

ARTICOLI

Piccole e medie imprese nel mirino degli hacker
Di Redazione |
Pubblicato il 21 Luglio 2026
Il cyber rischio pesa sempre di più sui bilanci aziendali: nei primi quattro mesi del 2026 sono stati rilevati oltre 33.000 attacchi contro le Pmi che sfruttavano malware camuffati da applicazioni di IA, quasi cinque volte in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Le Pmi stanno diventando uno dei bersagli preferiti del cybercrimine, a conferma di come gli attacchi informatici non riguardino più solo le grandi aziende ma rappresentino oggi un rischio concreto per continuità operativa, competitività e risultati economici.
Secondo un’analisi di Kaspersky, nei primi quattro mesi del 2026 oltre la metà degli annunci pubblicati sul dark web per la vendita di accessi a infrastrutture aziendali compromesse ha riguardato piccole e medie imprese. Gli accessi vengono acquistati da gruppi di criminali informatici che possono utilizzarli per attacchi ransomware, furto di dati o frodi finanziarie. Nel frattempo, cresce l’utilizzo dell’IA come esca: nello stesso periodo sono stati rilevati oltre 33.000 attacchi contro le PMI che sfruttavano malware camuffati da applicazioni di Intelligenza Artificiale come ChatGPT, Claude e DeepSeek, quasi cinque volte in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le minacce non si fermano qui, Kaspersky ha bloccato quasi 415.000 attacchi basati su false app di messaggistica e videoconferenza – tra cui Telegram, WhatsApp, Zoom e Microsoft Teams – e il phishing continua a evolversi con i cyber criminali che si spacciano sempre più spesso per banche, fornitori tecnologici, società finanziarie o piattaforme di collaborazione online, inducendo imprenditori e dipendenti a fornire credenziali, dati aziendali o informazioni bancarie.
«Per molte piccole e medie imprese la cybersecurity viene ancora percepita come un tema esclusivamente tecnologico, quando in realtà è una componente sempre più strategica della competitività aziendale», commenta Cesare D’Angelo, General Manager Italy, France & Mediterranean di Kaspersky. «Oggi un cyber attacco può tradursi in fermo operativo, perdita di dati, interruzione delle attività e danni reputazionali con impatti diretti sul business. In territori a forte vocazione manifatturiera, dove le aziende operano all’interno di filiere sempre più interconnesse, investire nella protezione digitale significa tutelare continuità operativa, relazioni commerciali e capacità di crescita».
La cybersicurezza non è più solo una questione informatica; di fronte a minacce sempre più sofisticate, proteggere dati, processi e relazioni con clienti e fornitori è diventato un elemento essenziale per garantire continuità operativa e competitività. Per ridurre il rischio, gli esperti raccomandano alle imprese di affiancare alle tecnologie di protezione attività di formazione continua del personale, procedure di backup, gestione rigorosa degli accessi ai sistemi aziendali e monitoraggio costante delle minacce. Un approccio che consente di rafforzare la resilienza e limitare l’impatto economico di eventuali cyber attacchi.