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Banche e istituzioni lavorino insieme per sfidare il crollo demografico
Di Agrippino Castania |
Pubblicato il 16 Giugno 2026

Interessante l’indagine dell’Associazione Bancaria Italiana realizzata nell’ambito delle attività del Comitato tecnico strategico ABI “Evoluzione demografica e servizi bancari”, che parla della dinamica demografica e i suoi impatti su mercato del lavoro, crescita economica, welfare e sistema produttivo. L’indagine sottolinea che se una minore popolazione in età lavorativa implica una riduzione del potenziale di crescita, già verificato nel medio periodo e più marcata nel lungo periodo, le stime indicano, in assenza di interventi, livelli di Pil che potrebbero essere inferiori di oltre il 18% nel 2050 e oltre il 30% nel 2080. Sono ben 4 le leve individuate su cui concentrare interventi mirati per recuperare definitivamente tale perdita: giovani, donne, occupati con laurea e saldi migratori.
Il presidente del Comitato tecnico strategico ABI, Gianni Franco Papa, rende noto che la transizione demografica è una questione molto importante e deve essere gestita con modalità ampiamente strategiche, seguendo una logica di sistema. «Il calo delle nascite, l’invecchiamento e la trasformazione della struttura della popolazione» sottolinea Franco Papa «ci pongono di fronte a sfide economiche, sociali e culturali rilevanti, con impatti profondi anche sul mercato del lavoro, nonché a crescenti necessità e nuove fragilità ma anche opportunità. Con la pianificazione previdenziale fin da giovani, la tutela della salute, il supporto al passaggio generazionale e all’imprenditoria giovanile e femminile, la banca può diventare un punto di riferimento, capace di offrire soluzioni integrate e consulenza qualificata».
L’imminente futuro deve essere programmato con estrema attenzione, poiché la programmazione può portare frutti importanti in tema economico. Le banche devono cooperare con le istituzioni con l’obiettivo di creare uno sviluppo economico a larga scala. Apprezzo la posizione del direttore generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni, perché crede fortemente nella costruttiva cooperazione tra mondo bancario e istituzioni per costruire insieme innovative misure per promuovere sviluppo e sostenibilità del Paese. Marco Elio Rottigni, inoltre, ha spiegato che le analisi, condotte nell’ambito delle attività promosse dall’associazione con le banche, per rispondere alle sfide con cui il settore è, e sarà, chiamato a confrontarsi, evidenziano come interventi mirati su alcuni fattori chiave possano ridurre in misura significativa l’impatto negativo della dinamica demografica sulla crescita economica.

 

Agrippino Castania, vice presidente Confassociazioni Banca e Finanza con delega alla Comunicazione

 

I dati dell’indagine dipingono un quadro completo della situazione. Le conseguenze della riduzione della popolazione attiva e dell’invecchiamento della società su crescita, lavoro, disuguaglianze e bisogni delle diverse fasce della popolazione sono una delle principali sfide strutturali per l’economia del nostro Paese. L’Associazione bancaria ha analizzato il fenomeno attraverso un esercizio quantitativo per stimare l’impatto della dinamica demografica sulla crescita economica fino al 2080, mettendo in luce le criticità e le modalità di intervento. Secondo le previsioni Istat la popolazione dell’Italia potrebbe diminuire di oltre 13 milioni di persone entro l’anno 2080, calando dagli attuali 59 milioni a circa 45,8 milioni. La cosa fondamentale è che le banche siano impegnate ad affrontare le sfide poste dalla transizione demografica. L’ABI presieduta dal presidente Antonio Patuelli, riconfermato di recente per un nuovo biennio alla guida dell’Associazione, sarà ancora decisiva nei rapporti tra banche e mondo istituzionale italiano, svolgendo un ruolo di fondamentale importanza.