Prima SpaceX e adesso anche Anthropic. Le nuove big del mondo tech americano accelerano verso Wall Street a prezzi stellari. La prima è stata valutata 1.770 miliardi di dollari, più o meno come il Pil della Svezia e dell’Olanda sommati insieme, o poco meno del Pil dell’Italia che è arrivato lo scorso anno a 2.500 miliardi di dollari. Per la seconda non sono ancora circolate cifre, ma nel round privato di finanziamento completato qualche giorno fa, la società ha raccolto capitali su una valutazione di circa 965 miliardi di dollari e, quindi si può già immaginare che la quotazione avverrà a cifre ben superiori ai mille miliardi di dollari. E proprio qui sta l’inghippo, almeno secondo Gam Investments, una società di gestione patrimoniale globale con sede principale a Zurigo, in Svizzera, con un patrimonio complessivo di 12,5 miliardi di franchi svizzeri: quando le aziende arrivano a Wall Street per la quotazione pubblica gli unici a guadagnarci davvero sono gli investitori privati che le hanno finanziate negli anni precedenti. «La nostra ricerca, basata su uno studio di quasi 800 società statunitensi finanziate da venture capital che hanno completato un’Ipo in un periodo di 15 anni» spiega Kevin Moss, gestore della strategia Gam Lsa Private Shares «ha dimostrato che investire nell’ultimo round di finanziamento privato e mantenere la posizione fino a sei mesi dopo la quotazione ha generato rendimenti medi di circa il 249%. In confronto, gli investitori che sono entrati al momento dell’Ipo hanno ottenuto rendimenti medi di circa il 16% nello stesso periodo, mentre quelli che hanno acquistato il primo giorno di negoziazione hanno registrato rendimenti medi negativi. A nostro avviso, questi risultati supportano l’idea che una parte significativa della creazione di valore in questo momento storico avvenga mentre le società rimangono private».
Insomma, non c’è trippa per gatti, o meglio la trippa è già stata mangiata prima che arrivasse sul piatto dei piccoli risparmiatori. Un esempio chiarisce meglio il concetto: nel suo ultimo round di finanziamento privato di SpaceX, avvenuto meno di sei mesi fa, l’azienda è stata valutata 800 miliardi di dollari, meno della metà della cifra stabilita per l’offerta pubblica, mentre nella vendita secondaria precedente a luglio 2025 era valutata circa 400 miliardi di dollari. Nel primo caso chi ha messo i soldi su SpaceX in sei mesi ha, potenzialmente, raddoppiato l’investimento. Nel secondo lo ha quadruplicato.
«Gran parte della creazione di valore odierna avviene prima che le società raggiungano i mercati pubblici» insiste Moss. «I cambiamenti normativi all’inizio degli anni 2000 hanno consentito alle aziende di raccogliere capitali da una base di investitori più ampia pur rimanendo private più a lungo. Di conseguenza, gran parte delle opportunità odierne rimane al di fuori dei mercati pubblici. Poiché l’innovazione e la creazione di valore si concentrano sempre più nei mercati privati, riteniamo che gli investitori che non hanno un’esposizione a queste società potrebbero rischiare di perdere la prossima ondata di crescita trasformativa».
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