Gli economisti dicono da tempo che le strategie di investimento standard non sono abbastanza aggressive, purtroppo, però, i loro sofisticati modelli restano inaccessibili al risparmiatore medio.
James Choi, professore di finanza alla Yale School of Management, ha provato a colmare questa distanza: insieme ai colleghi Pengcheng Liu e Canyao Liu (tutti e due passati dal dottorato di Yale) ha tradotto la ricerca accademica in un semplice foglio di calcolo Google, pensato per aiutare chiunque a stabilire quale quota del proprio portafoglio destinare alle azioni.
Le classiche regole del pollice – come “120 meno la tua età” – sono comode ma ignorano le circostanze individuali, e anche i target-date fund non vanno molto oltre. Il modello messo a punto a Yale, invece, parte da un’intuizione che il premio Nobel Robert Merton ebbe negli anni Settanta: il capitale umano, cioè i redditi futuri attesi, vale come un grande “bond” che paga cedole regolari. Un individuo giovane, con pochi risparmi ma molti anni di lavoro davanti a sé possiede in realtà un patrimonio enorme, solo che non lo percepisce.
La conseguenza logica è che si può rischiare molto di più in Borsa. Choi fa un esempio: un quarantacinquenne laureato con risparmi pari a 1,5 volte il reddito annuo dovrebbe tenere il 100% in azioni, quota ben superiore al 75% suggerito dalla regola “120 meno l’età” e all’82-90% dei target-date fund di Fidelity, Vanguard e Schwab. Se però i risparmi salgono a 2,4 volte il reddito annuale, la formula suggerisce di scendere al 75%: la ricchezza finanziaria è ormai grande abbastanza e deve essere bilanciata con obbligazioni.
Il secondo fattore chiave è l’avversione al rischio, misurata con un punteggio da 1 a 10, che l’utente ricava rispondendo a una domanda nello stesso foglio. Più si è avversi al rischio, più la formula alleggerisce la quota azionaria.
Il team di Yale ha calcolato oltre 5.000 combinazioni di parametri e verificato che la loro approssimazione costa, in media, solo lo 0,06% di “benessere” rispetto alla soluzione perfetta: praticamente nulla. Molto peggio, invece, non investire mai in azioni: la perdita sale al 7,9%. Restano due avvertenze. Il modello non tiene conto della casa – troppo complessa da modellare, si assume un affittuario a vita – né del panico da crisi: chi rischia di vendere nel momento sbagliato farebbe meglio a non spingersi al 100% di azioni.
«Se non riesci a dormire la notte, vale davvero la pena fare esattamente la cosa ottimale?», osserva Choi.
Il messaggio di fondo del ricercatore di Yale è netto: per molti risparmiatori «probabilmente dovreste tenere più azioni di quelle che avete».
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Un foglio di calcolo ti dice quanto investire nel mercato azionario
Il modello messo a punto alla Yale School of Management parte da un’intuizione del premio Nobel Robert Merton e spinge soprattutto i più giovani a rischiare di più
