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Per “catapultare” i rendimenti verso l’alto bisogna avere pazienza
Di Francesco De Santis e Giovanna Zanotti
Pubblicato il 28 Aprile 2026
I Phoenix Catapult sono una soluzione adatta a investitori moderatamente ottimisti disposti ad attendere recuperi nel medio termine con una partecipazione a leva

I Phoenix Catapult, certificati a capitale condizionatamente protetto per valorizzare recuperi graduali dei sottostanti, combinano flessibilità e potenziale ottimizzazione del rendimento.
Questi Cash Collect autocallable distribuiscono in genere premi periodici con la possibilità di rimborso anticipato se il sottostante raggiunge livelli prefissati. In assenza di autocall, i Phoenix restituiscono il capitale se i sottostanti si trovano sopra la soglia barriera, se, invece, sono al di sotto di questa la perdita rispecchierà questa performance negativa.
I Phoenix Catapult non prevedono cedole periodiche, ma concentrano il potenziale guadagno in momenti specifici della loro vita. Da un lato, si può ottenere un premio in caso di autocall; dall’altro, si può partecipare a scadenza ai rialzi del sottostante in misura amplificata. Questi prodotti offrono quindi una soluzione adatta a investitori moderatamente ottimisti disposti ad attendere recuperi nel medio termine con protezione condizionata del capitale e partecipazione amplificata ai rialzi.
Il prodotto ha sottostante azionario con strike iniziale fissato alla data di osservazione di partenza. La barriera europea individua il livello sotto il quale decade la protezione del capitale e si osserva solo alla scadenza finale. La durata usuale è di medio-lungo periodo, adatta a orizzonti temporali definiti.
Se alla data di osservazione iniziale il sottostante ha raggiunto il livello necessario per attivare l’autocall, il cliente riceve il capitale investito e un premio predeterminato in rapporto alla durata dell’investimento. Tale premio richiede spesso che il sottostante sia pari o superiore a circa il 90% del valore iniziale.
In assenza delle condizioni trigger, il certificato prosegue fino alla scadenza naturale e fa emergere la sua componente distintiva, una partecipazione a leva ai rialzi del sottostante nel medio-lungo periodo. A scadenza, il risultato dell’investimento dipende dalla distanza del sottostante dai livelli di riferimento. Se il valore finale supera lo strike iniziale, il beneficio sarà più che proporzionale all’eventuale crescita, senza limite ai rendimenti.
Se il sottostante è sotto lo strike, ma sopra la barriera, il certificato restituisce solo il capitale investito. Ciò è adatto a scenari di mercato laterali o moderatamente negativi e preserva l’investimento iniziale.
Se alla scadenza il sottostante è sotto la barriera, non c’è protezione del capitale e il rimborso riflette pienamente la performance negativa del titolo con perdite in linea con il ribasso.
Questi prodotti possono essere interessanti a ridosso di correzioni significative con valutazioni che sembrano appetibili, oppure con sottostanti dai fondamentali solidi che soffrono di fattori esogeni temporanei o di volatilità a breve.

Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista della Banca e/o delle istituzioni.