Seleziona una pagina

ARTICOLI

Sei dipendenti su dieci cambierebbero azienda se lo stipendio fosse più alto
Di Redazione |
Pubblicato il 25 Marzo 2026
Oltre alla paga, tra i fattori più importanti per accettare un nuovo ruolo c’è anche il pacchetto di benefit (56%), in crescita rispetto al 49% del 2025, insieme a un buon ambiente di lavoro (46%), ruoli o progetti stimolanti (45%) e il lavoro da remoto (42%).

In un mercato del lavoro sempre più dinamico – con un tasso di occupazione che ha raggiunto il 62,5% (era il 59,2% nel 2019) e con quasi sei aziende su dieci che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi – per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario? Aumenta il desiderio di mobilità e oltre quattro dipendenti su dieci si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.
La retribuzione resta, infatti, un tema centrale: la RAL media annuale è di 56.360 euro, in crescita dell’1% rispetto a un anno fa, ma quasi due terzi dei lavoratori (63%) la considerano non adeguata alle responsabilità ricoperte, un dato in aumento rispetto al 57% dell’anno scorso. Inoltre, cambiare azienda oggi si conferma la principale motivazione per guadagnare di più (per il 30%), superando la crescita interna (24%).
C’è poi il tema degli straordinari, uno strumento che può rappresentare un’integrazione alla retribuzione: oltre tre quarti dei lavoratori svolgono lavoro straordinario durante la settimana, ma quasi la metà di loro (49%) dichiara di non venire remunerato.
Oltre alla retribuzione, cosa è importante per i lavoratori? Tra i fattori più importanti per accettare un nuovo ruolo c’è il pacchetto di benefit (56%), in crescita rispetto al 49% del 2025, insieme a un buon ambiente di lavoro (46%), ruoli o progetti stimolanti (45%) e lavoro da remoto (42%).
In parallelo, l’Intelligenza Artificiale entra sempre più nella quotidianità professionale: oggi la utilizza regolarmente poco più della metà dei professionisti (52%), un’adozione che negli ultimi anni ha registrato un aumento costante.
Questa fotografia è emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026 di Hays Italia che monitora i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa milletrecento intervistati tra colletti bianchi e aziende. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sul salario, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e benefit in modo coerente con le aspettative delle persone, anche alla luce della nuova normativa europea sulla trasparenza salariale, che spingerà il mercato verso criteri retributivi più chiari e strutturati.
«Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche» ha commentato Chris Dottie, managing director di Hays Italia. «In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio».