I Credit Linked Certificate (CLC) offrono un rendimento cedolare e un’esposizione al rischio di credito di un singolo sottostante (entità di riferimento – reference entity) o basket diversificati per area geografica, settore economico e tipo di emittente (corporate, financial, sovereign) per modulare l’esposizione al rischio specifico nel quadro del regime fiscale dei certificati.
I sottostanti dei certificati tradizionali sono azioni, indici, valute o materie prime, i CLC invece incorporano una componente simile alla vendita di protezione creditizia tramite credit default swap (CDS). Il prodotto incorpora quindi il rischio di un credit event per le sue reference entity.
Centrale nel payoff è l’evento di credito secondo gli standard contrattuali ISDA che includono fallimento, insolvenza, mancato pagamento, ristrutturazione del debito con condizioni peggiorative per i creditori, liquidazione, moratoria o disconoscimento del debito di Stati sovrani, interventi governativi per istituzioni finanziarie.
Il CLC paga cedole trimestrali, semestrali, annuali, o uniche a scadenza e rimborsa il valore nominale a meno di eventi di credito. Se uno di questi coinvolge una reference entity, in configurazioni basket il capitale nozionale cala proporzionalmente al peso di questa. Il certificato prosegue con il nozionale residuo fino a scadenza o al verificarsi di ulteriori credit event. Altre strutture possono liquidare in anticipo. Un paniere ampio attenua l’impatto di un singolo evento riducendo la perdita percentuale sull’ investimento.
I CLC offrono in genere rendimenti superiori alle obbligazioni corporate di pari durata e rating poiché incorporano un rischio di credito diretto sulle reference entity senza detenere il debito sottostante. Il premio implicito è misurabile con gli spread CDS. Nel mark-to-market, il certificato risente dei cambi degli spread creditizi. Senza evento di credito, la volatilità dei mercati azionari o dei prezzi degli asset finanziari tradizionali non impatta il payoff finale poiché il rischio principale è creditizio e non direzionale come per l’equity.
Se il Credit Derivatives Determinations Committee determina l’esistenza di un credit event, il rimborso del capitale avrà luogo sulla base del recovery rate scaturito da un’asta competitiva di International Swaps and Derivatives Association (ISDA). Il recovery rate sarà tra 0% e 100% coerente con il valore sul mercato secondario delle obbligazioni della reference entity. La perdita effettiva risulta dalla differenza tra valore nominale e recovery rate ponderata per il peso dell’entità nel paniere. I CLC incorporano anche i seguenti rischi:
1. Emittente (di solito una investment bank), un cui eventuale default può generare la perdita totale o parziale del capitale, anche senza credit event per le reference entity.
2. Mercato secondario: il prezzo del certificato può variare con le condizioni di liquidità e degli spread creditizi.
3. Concentrazione per sottostante singolo.
Il sottostante può anche replicare indici creditizi come iTraxx Europe (investment grade – più stabili) e iTraxx Crossover (high yield – più volatili) consentendo di modulare il profilo rischio/ritorno. Fiscalmente, i proventi dei CLC sono redditi diversi e consentono compensazione con minusvalenze pregresse. Le obbligazioni tradizionali generano redditi di capitale non compensabili.
