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Educazione finanziaria e gestione professionale: la doppia protezione del risparmio italiano
Di Elisa Strada |
Pubblicato il 16 Dicembre 2025
L’aggiornamento del 6° Rapporto Assogestioni-Censis mette in luce la propensione degli italiani a ricercare un supporto qualificato in materia di investimenti

Anche chi non si sente portato per l’educazione finanziaria continua a fidarsi molto dei professionisti. Questa una delle evidenze dell’aggiornamento del 6° Rapporto Assogestioni-Censis che ribadisce quanto la gestione qualificata resti una bussola essenziale in un mondo pieno di offerte “troppo belle per essere vere”.
La ricerca distingue due gruppi: gli interessati all’educazione finanziaria e i disinteressati. Questi ultimi sono quasi il 43% della popolazione, ma non per questo meno prudenti. Anzi, oltre il 60% di essi preferisce affidarsi al supporto di un esperto per prendere decisioni in tema.
Il Rapporto mostra anche come più del 55% dei disinteressati abbia già investito o intenda farlo in futuro. Una scelta che, senza l’accompagnamento di figure qualificate, può esporre alle cosiddette “minacce scintillanti”: pubblicità di conti deposito dai tassi improbabili, criptovalute presentate come sicure, app di trading che promettono guadagni rapidi. Non a caso, quasi un italiano su due racconta di aver ricevuto proposte poi rivelatesi truffe.
Proprio per questo la gestione professionale torna al centro. Operatori vigilati, competenze tecniche e un approccio orientato al lungo periodo rappresentano un argine importante per chi vuole valorizzare il proprio patrimonio senza correre rischi inutili. L’alfabetizzazione finanziaria non serve a trasformare tutti in esperti, ma a mettere i risparmiatori nelle condizioni di capire il valore del dialogo con consulenti e gestori. «L’educazione finanziaria svolge un ruolo complementare: aiuta a riconoscere il valore della competenza e della trasparenza», ha osservato Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni. «In un contesto segnato da una crescente esposizione a fonti non qualificate e a promesse di guadagni facili, la gestione professionale – svolta da operatori autorizzati e vigilati – costituisce un presidio essenziale per la tutela del risparmio».
La fiducia strutturata nell’intermediazione finanziaria si vede nelle scelte concrete: quasi metà degli italiani che investono si affida stabilmente a un professionista, mentre il 36% ricorre a una banca o a una società finanziaria.
Il messaggio del Rapporto è chiaro: in un contesto dove le informazioni circolano in modo sempre più veloce e spesso distorto, l’alleanza tra consapevolezza e gestione professionale resta la chiave per proteggere il patrimonio delle famiglie. E oggi, davanti a nuove forme di seduzione finanziaria, questa alleanza è più preziosa che mai. Le evidenze dell’indagine sono state commentate in una tavola rotonda di approfondimento da Paolo Paschetta (Comitato EduFin Assogestioni), Emanuele Bellingeri (Comitato EduFin Assogestioni), Giorgio De Rita (Censis) e Paola Soccorso (Consob).