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Risparmiatori preoccupati di non perdere e senza le competenze per guadagnare
Di Redazione |
Pubblicato il 23 Novembre 2025
Il 91% degli italiani si dichiara interessato ai temi finanziari, un dato in costante crescita rispetto al 76% del 2021. Ma, quasi la metà (43%) afferma di non riuscire a trovare fonti affidabili o referenti qualificati

Gli italiani si dichiarano sempre più interessati alla finanza, ma ancora pochi riescono a tradurre questa consapevolezza in azioni concrete di investimento. Questo è il quadro che emerge dalla quinta edizione dell’Osservatorio Edufin di Pictet Asset Management, realizzato in collaborazione con Finer Finance Explorer, che fotografa lo stato dell’alfabetizzazione finanziaria nel Paese.
Il titolo dello studio, “Il futuro non attende”, sintetizza il senso di urgenza che accompagna la necessità di una maggiore educazione al risparmio e all’investimento: in un contesto di mercati complessi, inflazione persistente e incertezze globali, rinviare le decisioni finanziarie rischia di compromettere la stabilità economica delle famiglie.
Secondo la ricerca, il 91% degli italiani si dichiara interessato ai temi finanziari, un dato in costante crescita rispetto al 76% del 2021. Tuttavia, quasi la metà (43%) afferma di non riuscire a trovare fonti affidabili o referenti qualificati per approfondire. I social network si confermano i canali d’informazione più utilizzati (42%), ma con un rischio crescente di superficialità e disorientamento. Instagram domina tra i giovani, mentre WhatsApp resta lo strumento preferito da over 50 e generazione X.

Il risparmio

A preoccupare maggiormente è la difficoltà di passare dall’interesse all’azione. Il 66% degli italiani dichiara di risparmiare, ma in modo irregolare e soprattutto per far fronte alle emergenze. Solo una minoranza investe con una visione di lungo termine, e l’82% non aderisce alla previdenza complementare. Cresce così quella che Pictet definisce “ansia finanziaria”: il 73% della popolazione si sente in difficoltà nel gestire le proprie risorse, con paura di perdere i risparmi o di non saper affrontare spese improvvise. «Viviamo in un periodo di forte volatilità e incertezza che richiede una maggiore consapevolezza nella gestione dei risparmi», spiega Daniele Cammilli, head of marketing di Pictet Asset Management. «La tendenza a privilegiare strumenti considerati più sicuri, come liquidità e titoli di Stato, riflette una falsa sensazione di protezione. Solo una corretta pianificazione finanziaria e una diversificazione equilibrata possono garantire serenità nel lungo periodo».

La prudenza

Lo studio mostra infatti che le scelte d’investimento restano orientate alla prudenza: il 49% degli italiani preferisce obbligazioni, il 19% mantiene liquidità, mentre solo l’8% investe in azioni. Un approccio che penalizza soprattutto i più giovani, i quali – pur avendo un orizzonte temporale più lungo – tendono a evitare i rischi di mercato.
Per Nicola Ronchetti, ceo di Finer, «il vero nodo è trasformare l’interesse in competenza». L’educazione finanziaria, aggiunge, deve iniziare presto: «La maggior parte degli italiani ritiene che si debba parlare di finanza solo all’università o con l’indipendenza economica, quando è già troppo tardi. La sfida è formare le nuove generazioni fin dalle scuole, per aiutarle a costruire un futuro più stabile». In questo scenario, l’intelligenza artificiale rappresenta un potenziale alleato ancora poco sfruttato: se il 62% degli italiani dichiara di utilizzarla nella vita quotidiana, oltre l’80% non la impiega per decisioni finanziarie, segno di una fiducia ancora limitata. Il messaggio dell’Osservatorio è chiaro: la conoscenza finanziaria è oggi una necessità sociale oltre che economica. Saper gestire i propri risparmi non significa solo proteggersi dalle incertezze, ma anche investire nel proprio futuro.