La XXI edizione del Forum AIPB ha rimesso al centro del dibattito il ruolo del risparmio privato nella delineazione della Savings & Investments Union (SIU), l’iniziativa europea pensata per trasformare la liquidità delle famiglie in risorse per il sistema Paese. Liquidità che, secondo una ricerca di AIPB e Intermonte, ammonta a 1.593,5 miliardi di euro e giace ancora sui conti correnti degli italiani. Ma quali sono le proposte delle associazioni che si sono susseguite sul palco dell’evento? Hanno risposto nel servizio confezionato dalla redazione di FocusRisparmio, i presidenti delle maggiori associazioni di categoria dell’industria del risparmio gestito.
Andrea Ragaini, presidente di AIPB, per esempio, ha evidenziato che il 40% della ricchezza finanziaria, non solo italiana ma anche europea, è in forma liquida ed è per questo, dunque, potenzialmente mobilitabile. In Italia, il private banking nello specifico ha già un impatto rilevante: «Le famiglie private investono direttamente o indirettamente 253 miliardi nell’economia reale, di cui il 65% in asset produttivi. Limitando il campo alle società quotate non finanziarie, l’83% del capitale investito proviene da soggetti privati» specifica l’esperto.
Il dato sottolinea il ruolo attivo dei risparmiatori, ma anche le potenzialità inespresse di un sistema che potrebbe generare nuova ricchezza attraverso politiche incentivanti e strumenti di investimento mirati. In quest’ottica, Ragazzini propone un meccanismo di cashback europeo del 30% su investimenti privati in settori strategici, «finanziato da debito comunitario, vincolato all’acquisto di azioni nazionali».
Anche la previdenza complementare è risultata uno dei pilastri per un utilizzo efficiente del risparmio. Come raccontato da Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni, «le misure proposte includono l’iscrizione automatica ai fondi di categoria con TFR e contributo del datore di lavoro, l’allocazione iniziale in comparti life cycle più rischiosi per i giovani e maggiore flessibilità in fase di uscita, affiancando alla rendita vitalizia formule finanziarie cumulative».
Le fa eco Giovanni Liverani, presidente Ania, che inserisce nello spettro di iniziative l’educazione finanziaria. «La sfida è creare fiducia e ridurre l’asimmetria informativa» spiega, «permettendo agli investitori di fare scelte consapevoli. Un cambio di paradigma essenziale per lo sviluppo del Paese e dell’Unione Europea, anche nell’ottica della costruzione di un mercato dei capitali».
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