Seleziona una pagina

ARTICOLI

Case, la rivincita della provincia. Il mercato immobiliare in Lombardia premia i centri più piccoli
Di Redazione |
Pubblicato il 4 Novembre 2025
Complice il differenziale di prezzo, la domanda di compravendite e affitti nelle altre città lombarde ha superato quella del capoluogo, ribaltando la situazione di cinque anni fa

Il mercato immobiliare lombardo sta cambiando pelle. Se Milano resta il baricentro di riferimento, i dati mostrano chiaramente come le province stiano vivendo un vero e proprio rilancio. A dirlo è l’analisi realizzata da idealista, il portale immobiliare e di sviluppo tecnologico, che evidenzia come in pochi anni la domanda di compravendite e affitti in provincia abbia superato quella del capoluogo, ribaltando la situazione di cinque anni fa.
Nelle compravendite, l’interesse per i centri di provincia cresce in maniera costante, complice il differenziale di prezzo con il capoluogo. Negli affitti, la domanda nelle province lombarde ha superato quella di Milano, segno di una nuova geografia abitativa che valorizza aree prima considerate secondarie. In altre parole, è come se la Lombardia si stesse trasformando in una “città metropolitana diffusa”, con poli sempre più attrattivi e competitivi.

I prezzi in Lombardia

Nel panorama immobiliare lombardo, il Comune di Milano continua a rappresentare il benchmark per i prezzi delle abitazioni, attestandosi a 5.143 euro al metro quadro a settembre 2025. Questa cifra è nettamente superiore rispetto alle altre province lombarde. Anche considerando la provincia di Milano (inclusi i comuni limitrofi), il prezzo medio di 3.616 euro/m² rimane significativamente inferiore a quello urbano, ma comunque elevato rispetto agli altri territori regionali. Le province limitrofe presentano valori molto più contenuti: Como (2.270 euro/m²) , Brescia (2.179 euro/m²) e Monza-Brianza (2.088 euro/m²) seguono, seppur piuttosto distanziate dalla provincia di Milano. Le altre province rimangono decisamente più accessibili in termini di valori: Lecco (1.644 euro/m²), Bergamo (1.488 euro/m²), fino alle più economiche Cremona (1.198 euro/m²), Mantova (1.114 euro/m²) e Pavia (1.082 euro/m²).
Anche per il mercato delle locazioni, il Comune di Milano si conferma di gran lunga il punto di riferimento regionale sotto il profilo dei prezzi, con un canone medio di 23,5 euro al metro quadro a settembre 2025. Il dato si è esteso a macchia d’olio “contagiando” negli anni le aree limitrofe della provincia di Milano, che si attesta sui 22,6 euro/m², un valore quasi doppio rispetto a alla maggior parte delle altre province lombarde.
«Alla base di questo fenomeno ci sono fattori sia strutturali sia sociali» spiega Vincenzo De Tommaso, portavoce di idealista Italia. «La forte differenza di prezzo tra Milano e le province continua ad alimentare una spinta centrifuga, rendendo le aree esterne sempre più attrattive per giovani famiglie e lavoratori da remoto. Allo stesso tempo, la qualità della vita e la buona accessibilità dei servizi locali agiscono come acceleratori di questo trend. In questo scenario, le infrastrutture di trasporto e quelle digitali diventano decisive: collegamenti ferroviari e autostradali efficienti, insieme a una solida copertura in fibra e 5G, sono diventati i fattori chiave che abilitano questi spostamenti. Il mercato è sempre più guidato dalla necessità di prezzo» conclude De Tommaso «e così è il prezzo a spostare la domanda, non viceversa».