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Il World Gold Council lancia l’oro digitale per usare i lingotti come garanzia
Di Redazione |
Pubblicato il 28 Ottobre 2025

Il mondo della finanza sta per assistere a una trasformazione silenziosa, ma importante. L’oro, il bene rifugio per eccellenza, si prepara a diventare anche digitale, per trasformarsi in un pilastro del sistema finanziario. Il World Gold Council (WGC), l’ente che promuove l’oro, ha, infatti, avviato un’iniziativa per sbloccare il suo potenziale come collaterale di alta qualità nelle transazioni finanziarie e promuoverlo nelle strategie di investimento globali.
La soluzione proposta dal WGC si chiama Pooled Gold Interest (PGI). Non si tratta di una stablecoin, come Tether Gold o Pax Gold, ma di una rappresentazione digitale di oro fisico reale. Il meccanismo prevede la creazione di un trust da parte di un gruppo di attori qualificati (come banche, compagnie minerarie o la stessa London Bullion Market Association). Questo trust deterrà la proprietà di lingotti fisici e, sulla base di questo sottostante, emetterà delle unità digitali che rappresentano frazioni di quell’oro. Questi PGI si qualificano a tutti gli effetti come “oro allocato”, cioè oro fisico direttamente riconducibile a un proprietario. Questo risolve l’annosa questione posta dalle regole di Basilea 3, che classificavano l’oro non allocato come un asset ad alto rischio (Tier 3), costringendo le banche a pesanti obblighi di copertura. Con i PGI, l’oro diventa un asset Tier 1, il più sicuro. Le banche potranno usare l’oro nei loro bilanci come collaterale per gli obblighi di provvista, un’operazione oggi quasi impossibile.