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Elogio del contante. Per la Bce è importante il ruolo del denaro durante le crisi
Di Franco Saro |
Pubblicato il 6 Ottobre 2025
Per il Bollettino della Banca Centrale la domanda di banconote è in forte crescita nonostante l’aumento delle transazioni digitali perché sono tangibili, resilienti, offline e accettate ovunque

Il contante non è il demonio, anzi riveste un ruolo cruciale come mezzo di pagamento affidabile e riserva di valore. Numerosi membri del board della Bce lo avevano già sottolineato in passato e ora il rapporto pubblicato sul suo ultimo bollettino, a firma Francesca Faella e Alejandro Zamora-Pérez, ha evidenziato, cifre alla mano, il ruolo fondamentale del denaro fisico durante quattro drammatici eventi passati, scoprendo un po’ l’acqua calda, ovvero che quando le persone hanno paura cercano di avere denaro in tasca. «La pandemia ha rivelato un deposito di cassa precauzionale sostenuto e guidato da una prolungata incertezza durante un’emergenza di salute pubblica. L’ingiustificata invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha evidenziato rapide e localizzate ondate di domanda nei pressi delle zone di conflitto e indipendentemente dal grado di digitalizzazione dei Paesi. Il blackout iberico ha evidenziato il contante come un metodo di pagamento indispensabile quando le infrastrutture digitali falliscono e anche come strumento importante per la rassicurazione pubblica, estendendo la sua influenza anche alle aree non direttamente interessate dallo shock iniziale. Infine, la crisi del debito sovrano della Grecia ha visto ricorrenti picchi di domanda durante le turbolenze finanziarie e le tensioni politiche» scrivono Faella e Zamora-Pérez che aggiungono: «I risultati suggeriscono che gli attributi unici del denaro – il fatto che sia tangibile, resiliente, offline e ampiamente accettato – diventano di primaria importanza durante le crisi».
Non solo, il rapporto della Bce ha anche evidenziato il costante aumento degli euro in circolazione, nonostante l’aumento delle transazioni digitali. «La domanda di banconote ha mostrato una forte crescita, nonostante la digitalizzazione dei pagamenti in corso. Mentre la quota di contante nelle transazioni giornaliere è diminuita nell’area dell’euro, il valore della circolazione delle banconote in euro è aumentato significativamente negli ultimi due decenni» si legge nel rapporto che spiega anche perché: «Il contante fornisce la ridondanza vitale per qualsiasi sistema ed è una rete di liquidità distribuita per la comunità dell’area dell’euro quando i sistemi centralizzati falliscono, una funzione che il digitale non può replicare. Infine, il contante può fungere da contrappeso cruciale al potere dei sistemi di pagamento, promuovendo la concorrenza di mercato. Inoltre fornisce la possibilità di effettuare transazioni non registrate».
Solo al termine del rapporto Faella e Zamora-Pérez ricordano ciò che è avvenuto già mesi fa in alcuni Paesi europei, senza però mai suggerirlo: «Le Banche centrali, i ministeri delle Finanze e le agenzie di protezione civile in diversi Paesi ora raccomandano che le famiglie mantengano un flottante di liquidità di più giorni per gli acquisti essenziali. Ad esempio, le autorità dei Paesi Bassi, dell’Austria e della Finlandia suggeriscono che gli importi di detenzione vadano da circa 70 a 100 euro per membro della famiglia o sufficienti a coprire le esigenze essenziali per circa 72 ore. Alcune giurisdizioni, come la Finlandia, stanno persino esplorando gli sportelli automatici “a prova di interruzione” per garantire l’accesso durante i guasti digitali. Ciò si allinea con la consapevolezza che la valuta fisica non solo serve a soddisfare le esigenze individuali, ma contribuisce anche a una più ampia resilienza sistemica».