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La Previdenza complementare è in crescita, ma rimangono ancora delle criticità
Di Antonio Potenza |
Pubblicato il 8 Settembre 2025
Nel 2024 aumentano iscritti, rendimenti e patrimonio gestito, ma restano forti squilibri generazionali, geografici e di genere. “Alleati per il futuro” cerca con l’aiuto di esperti e comunicatori di raccontare come costruire un futuro pensionistico solido

Nel 2024 la previdenza complementare italiana ha fatto registrare segnali incoraggianti. Si conferma così un trend di crescita sotto diversi profili. Questo è quello che si evince dall’ultima relazione annuale della Covip – la Commissione di vigilanza sui fondi pensione – presentata alla Camera dal presidente Mario Pepe, lo scorso giugno.
Stando ai risultati della ricerca, le considerazioni sono positive sia in termini di rendimenti che di partecipazione. L’indagine infatti sottolinea che i rendimenti dei comparti azionari sono saliti in media del 10,4% per fondi negoziali e fondi aperti, e del 12,9% per i Pip (Piani individuali pensionistici), trainati dal buon andamento dei mercati finanziari. In dieci anni, le linee azionarie hanno garantito performance superiori alla rivalutazione del Tfr (4,4-4,7% annuo contro il 2,4%). Tuttavia, solo l’11,7% degli aderenti sceglie queste linee più dinamiche. Sul fronte patrimoniale, le risorse complessivamente gestite dalle forme pensionistiche complementari hanno raggiunto i 243,4 miliardi di euro, in crescita dell’8,5%. Considerando anche le Casse di previdenza (con 124,7 miliardi), si arriva a un totale di 368,1 miliardi. I contributi raccolti nell’anno ammontano a 20,5 miliardi, in aumento del 7% rispetto al 2023. Crescono anche gli iscritti che raggiungono quasi i 10 milioni, pari al 38,3% della forza lavoro, con una crescita del 4% su base annua.
Nonostante i numeri siano incoraggianti, lo studio mette in allerta rispetto a diverse criticità strutturali. Ad esempio, il “gender gap” è ancora marcato: solo il 38,4% degli aderenti è donna, con una contribuzione inferiore di circa un quinto rispetto agli uomini. Sul piano anagrafico, la partecipazione cresce con l’età, anche se la quota di under 35 sale al 19,9% (dal 17,9% pre-Covid). Il dato resta comunque al di sotto della media generale. A livello geografico, oltre il 57% degli iscritti si concentra nelle regioni del Nord, mentre il Sud continua a mostrare una partecipazione molto più bassa.
Se l’interesse per la previdenza complementare è in crescita, di pari passo con l’adesione alla stessa, d’altro canto la strada per una completa comprensione e un totale utilizzo dello strumento è ancora in salita. Evidenza che è emersa anche durante le diverse discussioni portate avanti nel format “Alleati per il futuro”. Si tratta di un progetto video targato FocusRisparmio e promosso da Allianz Bank FA, le cui prime cinque puntate sono disponibili su FR|Vision, che si propone di essere un luogo di confronto e conoscenza riguardo il mondo della previdenza complementare. In ogni puntata i giornalisti della redazione, accompagnati da esperti, gestori e consulenti, analizzano un determinato lasso temporale della vita del lavoratore per capire quali sono le strategie più efficaci per un futuro previdenziale migliore.
In sintesi, il 2024 ha rappresentato un anno di consolidamento per la previdenza complementare, ma per trasformare questa crescita in un fenomeno strutturale e inclusivo sarà necessario intervenire con decisione per colmare i divari ancora troppo evidenti. La Covip, a cui fanno eco gli esperti del format, ha ribadito la necessità di rilanciare la previdenza integrativa attraverso misure specifiche, tra tutte: una comunicazione mirata e più efficace.