Tornano a crescere gli scambi nel settore residenziale, che chiude il 2024 sfiorando le 720mila transazioni e facendo registrare un incremento dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Questi sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo Rapporto Immobiliare Residenziale, realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana.
Il valore delle compravendite
I dati relativi al fatturato calcolato per l’anno 2024 mostrano una stima complessiva che ammonta a circa 114 miliardi di euro, oltre 2,5 miliardi di euro in più rispetto al 2023, facendo registrare una crescita del +2,3%. Oltre il 57% del fatturato riguarda acquisti di abitazioni ubicate nelle aree del Nord, 65,5 miliardi di euro, mentre quasi 27 miliardi di euro, il 23,4%, sono invece riferiti ad abitazioni compravendute nel Centro, e 22 miliardi di euro, poco più del 19,2%, riguardano scambi di residenze del Sud e delle Isole.
I mutui ipotecari
Nel 2024 in Italia oltre 283mila acquisti di abitazioni sono stati effettuati ricorrendo a un mutuo ipotecario. Il capitale complessivo finanziato per l’acquisto di abitazioni ammonta a oltre 38 miliardi di euro, circa 3 miliardi in più rispetto al 2023 (+8,1%). Il tasso medio iniziale applicato alle erogazioni per acquisto di abitazioni diminuisce, rispetto al 2023, di 0,69 punti percentuali portandosi al 3,6%. La durata media del mutuo è sostanzialmente stabile a 25,3 anni e risulta analoga tra le aree del Paese, mentre la rata media si attesta intorno ai 677 euro mensili.
Chi vende e chi compra
Nel mercato delle compravendite di abitazioni sono intervenuti circa 2,3 milioni di soggetti, per il 56% in qualità di venditori e per il restante 44% come acquirenti. La quasi totalità degli acquirenti, il 96%, è una persona fisica. Tra i venditori la quota di società sale al 7%. Gli acquisti di abitazioni nel 2024 sono in maggior parte stati effettuati da soggetti con età compresa tra 31 e 50 anni, che rappresentano quasi il 50% del totale dei soggetti acquirenti. Di contro, i venditori si collocano per lo più, quasi il 50%, nella fascia di età oltre i 60 anni. Gli acquirenti più giovani, fino a 30 anni di età, sono circa il 15% mentre come venditori rappresentano una quota esigua, solo il 2,6%. È accentuata anche la differenza di quota nella classe di età tra 31 e 40 anni tra i compratori, che vanno poco oltre il 25%, e i venditori, che risultano solo l’8%.
I tempi e gli sconti
Secondo l’indagine condotta presso un campione di 1.486 agenti immobiliari, nel I trimestre del 2025 la crescita delle quotazioni si è ulteriormente rafforzata, a fronte di un’offerta di immobili in calo e una domanda rimasta dinamica. Lo sconto medio rispetto alle richieste iniziali del venditore e i tempi di vendita sono scesi sui rispettivi livelli minimi dall’inizio dell’indagine (7% e 5,2 mesi).
La quota di agenti che hanno registrato un calo dei nuovi incarichi a vendere ha continuato a prevalere nettamente su quella di agenti che ne hanno segnalato un aumento. La quota di agenti che ha segnalato l’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi ritenuti troppo elevati ha raggiunto quasi il 60% e il divario fra prezzi richiesti e offerti è la causa prevalente di cessazione dell’incarico a vendere.
