L’inflazione nel mese di aprile è tornata sotto il livello di guardia del 2%. Lo ha rilevato l’Istat nell’aggiornamento dei dati preliminari diffusi alla fine del mese scorso. La crescita dei prezzi su base annua risulta stabile rispetto al mese di marzo e si attesta all’1,9%. Appare invece in decisa accelerazione il carrello della spesa, ossia il paniere relativo ai beni alimentari, ai prodotti per la casa e a quelli per la cura personale, che sale al 2,6%, oltre il dato generale sui prezzi. Che cosa sta accadendo e perché è opportuno tenerne conto per proteggere i propri risparmi? Lo abbiamo chiesto a Marina Maghelli del cda di Efpa Italia, una delle affiliate di Efpa Europe.
«L’inflazione è l’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi di beni e servizi. Non basta il rincaro di un singolo prodotto: ciò che conta è l’incremento diffuso dei prezzi, che riduce il potere d’acquisto della moneta. Si tratta di un fenomeno noto, ma che tende a farsi più insidioso quando assume forme meno visibili come la shrinkflation».
Il termine, frutto della fusione dei termini “shrink” (restringere) e inflation, descrive una strategia adottata da molte aziende: mantenere invariato il prezzo di un prodotto, riducendone però la quantità o la qualità.
«È un modo per contenere i costi senza far suonare campanelli d’allarme nei consumatori. In altre parole, paghi come prima, ma ricevi meno, con la conseguenza di sottostimare l’impatto reale dell’inflazione sul bilancio familiare. Rappresenta una forma di erosione silenziosa del proprio reddito. L’inflazione, in tutte le sue forme, colpisce soprattutto chi vive di reddito fisso – lavoratori dipendenti e pensionati – che subiscono una riduzione reale del potere d’acquisto, specie se gli adeguamenti salariali sono lenti, parziali o addirittura assenti. Al contrario, i professionisti e i lavoratori autonomi, pur esposti, possono più facilmente trasferire i rincari sui propri compensi. Per questo è importante che ognuno di noi vada a controllare l’inflazione reale e quella percepita monitorando l’andamento dei propri consumi».

Marina Maghelli, componente del Cda di Efpa Italia
Per contrastare l’effetto dell’inflazione sul proprio tenore di vita bisogna quindi saper giocare d’anticipo.
«Occorre gestire le proprie risorse attraverso la pianificazione finanziaria: una volta definiti gli obiettivi a lungo termine, è possibile investire parte del proprio capitale in strumenti che proteggono dall’inflazione evitando di lasciare molta liquidità in giacenza sul conto corrente. I dati storici insegnano che le azioni offrono la migliore protezione al carovita, davanti alle obbligazioni e alla liquidità. Le altre misure difensive consistono ad esempio nel cercare di rimodulare i costi dei servizi: rinegoziare mutui, affitti o forniture può aiutare a contenere le spese evitando eccessive rinunce».
