Quello dell’Argentina e del presidente Javier Milei nel 2024 è stato un periodo straordinario, prontamente ridimensionato nei primi mesi di quest’anno. La Borsa di Buenos Aires ha guadagnato il 63,5% e uno dei suoi indici, il Mirval, addirittura il 172%, grazie in parte alla svalutazione del peso ma anche alla fiducia crescente degli investitori esteri, che avevano ricominciato a scommettere sul Paese ispanofono, soprattutto su banche e titoli energetici. Tutto bene fino a un mese fa. Poi lo scandalo sulla criptovaluta sponsorizzata da Milei che ha provocato perdite miliardarie ha fatto fare marcia indietro agli investitori e sono sorti dubbi sulla tenuta delle riserve della Banca centrale e sui termini dell’accordo con il Fondo monetario internazionale.
Situazione opposta in Brasile, dove l’indice Bovespa di San Paolo ha avuto un andamento altalenante per tutto il 2024 e ha finito col perdere circa il 10%. Un disastro per gli investitori esteri che hanno creduto nel Paese Sudamericano anche perché il cambio col dollaro ha toccato i massimi di sempre oltre i 6,2 reais e l’inflazione ha chiuso l’anno al 4,7%.
Anche il Messico ha chiuso l’anno in negativo. La Borsa ha perso circa il 15% , crollando in particolare all’indomani delle elezioni del 2 giugno che hanno visto la vittoria di Claudia Sheinbaum, leader di un partito, Morena, che propone una politica di centrosinistra. A frenare gli investitori la certezza che la crescita del Paese non sarà più supportata dai confinanti Stati Uniti che da novembre sembrano voler tagliare il più possibile i legami tra le due economie.
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