Seleziona una pagina

ARTICOLI

Camini e stufe a legna, ecco le regole per usarli
Di Franco Saronno |
Pubblicato il 26 Ottobre 2026
Il mancato rispetto delle normative della Regione Lombardia prevede multe che vanno dai 500 ai 5.000 euro

Si può fare, ma bisogna rispettare le regole ed essere nel posto giusto. In Lombardia accendere il camino significa fare i conti con normative ecologiche molto strette e rischiare multe salate. La conformazione della Pianura Padana trattiene lo smog, e proprio per questo la Regione ha dovuto stringere le maglie per salvaguardare la qualità dell’aria. Chiariamo subito un forte dubbio: no, non c’è un divieto totale e i camini si possono ancora usare. Tuttavia, non si può più fare di testa propria. Chi accende un impianto vecchio o non certificato rischia grosso, con multe salate che vanno da 500 fino a 5.000 euro.
Il segreto per capire se si è in regola sta tutto nelle stelle. Esattamente come accade per gli elettrodomestici o per le automobili, anche le stufe e i camini hanno una loro classe ambientale. Più stelle ci sono sulla certificazione del produttore, più l’impianto è pulito ed efficiente. La Lombardia ha progressivamente vietato l’uso dei dispositivi sotto le tre o quattro stelle, a seconda delle zone. Se invece decidete di acquistarne uno nuovo oggi, la legge impone di sceglierne uno che abbia come minimo quattro stelle, anche se puntare sul massimo della categoria, cioè le cinque stelle, resta la scelta più intelligente per il futuro.
I veri grandi osservati speciali di questa normativa sono i vecchi caminetti aperti, quelli classici senza il vetro protettivo. Dal punto di vista energetico sono dei veri e propri colabrodo: disperdono gran parte del calore nella canna fumaria e liberano nell’aria una quantità enorme di polveri sottili. Per questo motivo il loro utilizzo è vietato se l’obiettivo è riscaldare la casa tutti i giorni. C’è solo una piccola eccezione per i caminetti più piccoli, sotto i dieci chilowatt di potenza, che si possono accendere ogni tanto e solo per scopi ricreativi, magari per l’atmosfera di una serata o per una grigliata in compagnia.
Le regole, comunque, non sono uguali per tutti e dipendono molto da dove si abita. Se la casa si trova sotto i trecento metri di altitudine, dove l’aria fatica a circolare, i divieti sono tassativi. Le cose cambiano in montagna, dove i limiti sono decisamente più morbidi. Si può continuare ad accendere il vecchio camino aperto per scopi ricreativi perché si beneficia della deroga totale dai divieti regionali sulle stelle ambientali e dai blocchi smog.
La deroga più importante stabilisce che un vecchio camino aperto tradizionale, una termo-cucina o una stufa datata che ha meno di 3 stelle (0, 1 o 2 stelle) non sono soggetti all’obbligo di spegnimento o disattivazione, anche se obsoleti. Inoltre, se la stufa o il camino a legna rappresenta l’unico sistema di riscaldamento dell’intera unità abitativa, le limitazioni di spegnimento non si applicano.
L’esclusione dei divieti di utilizzo legati alle stelle ambientali non cancella le norme di sicurezza e manutenzione. Anche in montagna resta obbligatoria la pulizia della canna fumaria una volta all’anno e l’evacuazione dei fumi deve sempre avvenire a norma di legge per evitare rischi di intossicazione o incendi al tetto.