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Esma: cresce il rischio di correzioni improvvise
Di Franco Saro |
Pubblicato il 22 Settembre 2026
l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati segnala che, da una parte, le prospettive macroeconomiche si sono indebolite, mentre dall’altra gli investitori continuano a mostrare un livello elevato di fiducia

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), una struttura indipendente della UE il cui obiettivo è migliorare la protezione degli investitori e promuovere mercati finanziari stabili e ordinati, ha le idee chiare: i mercati finanziari resistono alle tensioni, ma dietro l’ottimismo degli investitori aumentano i rischi. La forte performance dei titoli tecnologici e del comparto dell’intelligenza artificiale ha sostenuto la ripresa delle Borse e delle valutazioni, ma il mercato azionario sta sottovalutando l’elevata volatilità, le tensioni geopolitiche e un quadro economico meno favorevole. È quanto emerge dalla sua seconda relazione sul monitoraggio dei rischi per il 2026. Secondo l’organismo di vigilanza, la resilienza mostrata dai mercati non deve però essere interpretata come assenza di vulnerabilità. Al contrario, le valutazioni elevate del settore tecnologico, l’aumento dei pericoli geopolitici, l’inflazione ancora persistente e il rallentamento della crescita possono mettere sotto pressione la tenuta dei mercati in qualunque momento. Il principale elemento di attenzione per l’Esma è il divario tra le condizioni dell’economia e le valutazioni espresse dai mercati finanziari. Da una parte le prospettive macroeconomiche si sono indebolite, dall’altra gli investitori continuano a mostrare un livello elevato di fiducia. Secondo l’authority, questa distanza potrebbe tradursi in correzioni improvvise dei mercati nel caso in cui i rischi economici dovessero materializzarsi o il sentiment degli investitori cambiasse rapidamente.
Come sottolinea la presidente dell’Esma, Verena Ross, l’ottimismo continua a sostenere valutazioni elevate ma più ampio diventa il divario tra quest’ultimo e le prospettive economiche, maggiore è il rischio di una brusca inversione di tendenza.
Il rapporto evidenzia, inoltre, come i mercati azionari abbiano registrato un forte calo dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. La reazione negativa è stata però seguita da un rapido recupero: le quotazioni sono tornate sui livelli precedenti al conflitto e, in alcuni casi, li hanno anche superati, senza che i problemi legati al conflitto siano stati superati.
Anche sul fronte obbligazionario emergono segnali da monitorare. L’Esma rileva crescenti preoccupazioni legate alle condizioni di finanziamento e al ruolo dei titoli di Stato come tradizionale bene rifugio. I rendimenti sovrani sono aumentati, mentre gli spread si sono ampliati. La volatilità resta quindi elevata, anche se gli indicatori relativi alla qualità del credito nell’Unione europea rimangono nel complesso stabili.
I rischi non riguardano però soltanto i mercati quotati. L’Esma richiama l’attenzione anche sui segmenti meno trasparenti e sempre più interconnessi del sistema finanziario, a partire dall’esposizione del credito privato al mercato statunitense e dai rapporti sempre più stretti tra criptovalute e sistema finanziario tradizionale.
Un altro fronte riguarda le infrastrutture finanziarie. Le principali infrastrutture di mercato hanno continuato a funzionare regolarmente anche durante le recenti fasi di tensione, ma la crescente digitalizzazione introduce nuove vulnerabilità. In particolare, i rischi informatici assumono un peso sempre maggiore. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale di frontiera sta infatti modificando anche il quadro dei rischi operativi, creando nuove possibili minacce per le infrastrutture e per i principali operatori finanziari.