Gli italiani continuano a mettere al primo posto la sicurezza, ma nelle scelte di risparmio cresce la voglia di far fruttare il capitale. È questo uno degli elementi che emergono dal Barometro europeo del risparmio di Crédit Agricole, realizzato in collaborazione con Occurrence-Ifop in Francia, Germania, Italia e Spagna. Secondo il Savings Vitality Index, l’Italia raggiunge un punteggio di 54 su 100, leggermente al di sopra della media europea, ferma a 53. L’indicatore misura la vitalità del risparmio considerando diversi fattori, tra cui la mobilità delle somme accantonate, la fiducia nei servizi digitali e la propensione a utilizzare automazione e intelligenza artificiale nella gestione del denaro.
Il rapporto fotografa un Paese con una consistente capacità di accumulo. Gli italiani accantonano in media 529 euro al mese, una cifra lievemente inferiore alla media europea. Il patrimonio medio accumulato arriva invece a 96.873 euro.
Numeri che delineano un mercato del risparmio ormai maturo, nel quale alla tradizionale esigenza di conservare il patrimonio si affianca una maggiore attenzione alla possibilità di ottenere rendimento e distribuire il capitale tra strumenti differenti.
Negli ultimi dodici mesi, il 45% dei risparmiatori italiani ha preso una decisione riguardante almeno una parte dei propri risparmi, una percentuale in linea con quella europea. Tra le ragioni che spingono a modificare le proprie scelte finanziarie emergono soprattutto la ricerca di rendimenti più elevati e la necessità di diversificare gli strumenti utilizzati. La propensione a muoversi sul mercato rimane però accompagnata da una forte attenzione al rischio.
La prudenza continua infatti a condizionare le decisioni degli italiani. Il 43% degli intervistati afferma di puntare a un equilibrio tra rischio e rendimento, segnalando un approccio che cerca di combinare la protezione del capitale con la possibilità di ottenere performance migliori.
Anche la classifica degli strumenti più utilizzati riflette questa combinazione di esigenze. Al primo posto ci sono i fondi di investimento, detenuti dal 38% dei risparmiatori. Seguono i risparmi previdenziali e i fondi pensione, indicati dal 35%, mentre il 33% degli intervistati mantiene disponibilità attraverso depositi a vista.
Il quadro restituisce, quindi, il ritratto di un risparmiatore che non rinuncia alla liquidità e alla previdenza, ma che guarda anche agli strumenti finanziari come mezzo per valorizzare nel tempo il patrimonio.
Nonostante la maggiore attenzione a rendimento e diversificazione, la componente difensiva rimane centrale. Per il 38% degli italiani la principale ragione per mettere denaro da parte è infatti la costruzione di una riserva di sicurezza finanziaria.
Il dato conferma quanto la protezione del patrimonio continui a pesare nelle decisioni delle famiglie. La ricerca di rendimento non sostituisce quindi la prudenza, ma si affianca a essa: gli italiani sembrano orientati a modificare progressivamente la gestione dei propri risparmi senza rinunciare alla necessità di avere una base finanziaria solida.
È proprio questo equilibrio tra cautela, diversificazione e ricerca di performance a collocare l’Italia leggermente sopra la media europea nella classifica della vitalità del risparmio.
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Gli italiani risparmiano 529 euro al mese
Secondo i dati di Crédit Agricole il patrimonio medio accumulato arriva a 96.873 euro, di poco inferiore a quello degli europei
