L’autunno rischia di presentarsi agli italiani con un conto più salato del previsto. Non ci sono soltanto benzina e bollette a preoccupare i bilanci familiari: la nuova pressione sui costi energetici e sui trasporti potrebbe infatti trasferirsi anche lungo le filiere agroalimentari, facendo lievitare i prezzi sugli scaffali dei supermercati. Secondo una prima stima elaborata dal Codacons, un aumento generalizzato del 3% dei listini alimentari nei prossimi tre mesi produrrebbe un aggravio complessivo di circa 420 milioni di euro a carico delle famiglie italiane. Per un nucleo composto da due adulti e due figli, che mediamente destina circa 2.315 euro ogni trimestre all’acquisto di prodotti alimentari, il conto aggiuntivo sarebbe nell’ordine dei 70 euro.
La previsione è ancora condizionata dall’evoluzione dello scenario internazionale, ma i segnali arrivati nel corso dell’estate non sono rassicuranti. «Occorrerà capire come evolverà la situazione internazionale nelle prossime settimane», osserva Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons, sottolineando come l’escalation registrata ad agosto sui prezzi dei carburanti e dell’energia possa tradursi in un nuovo aumento dei listini dei prodotti trasportati, a partire proprio dagli alimentari. Il rischio, secondo l’associazione dei consumatori, è che la pressione sui costi si prolunghi per tutto l’autunno, aggiungendosi alla spesa direttamente sostenuta dagli automobilisti per i rifornimenti e alimentando una progressiva erosione del potere d’acquisto. A luglio, peraltro, non si era ancora verificata una fiammata generalizzata dei prezzi alimentari. I prodotti non lavorati avevano rallentato la loro corsa, mentre quelli lavorati avevano iniziato a registrare nuovi aumenti. Il quadro resta quindi ancora lontano da un’emergenza generalizzata, ma proprio la combinazione tra energia, clima e disponibilità delle materie prime potrebbe rendere più difficile la situazione nei prossimi mesi. L’incertezza è amplificata dalle condizioni produttive dell’agricoltura italiana ed europea, già messe a dura prova da un’estate caratterizzata da temperature elevate, siccità, grandinate e incendi.
La preoccupazione non riguarda soltanto l’entità assoluta dei rincari, ma la loro somma. Carburanti, energia e alimentari insistono sugli stessi bilanci familiari e possono produrre un effetto cumulativo. Una maggiore spesa alla pompa riduce le risorse disponibili per altri consumi; un aumento del carrello alimentare fa lo stesso. È proprio questa erosione progressiva del potere d’acquisto a rappresentare il principale rischio per i consumi interni.
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Secondo una stima del Codacons, un aumento del 3% dei listini alimentari nei prossimi tre mesi produrrebbe un aggravio di 70 euro a famiglia