Il 12 giugno 2026 SpaceX ha lanciato a Wall Street la più grande IPO della storia raccogliendo 75 miliardi di dollari e una capitalizzazione che nella prima seduta ha superato i 2.000 miliardi. Dopo aver raggiunto un picco intorno ai 225 dollari (150 dollari in apertura), il titolo ha poi ritracciato verso livelli vicini al prezzo di IPO. Le stime di fair value degli analisti divergono poi significativamente. Comprare azioni del comparto spaziale significa esporsi a volatilità difficile da gestire. Gli emittenti di certificati d’investimento stanno elaborando strutture capaci di offrire un accesso a titoli del genere con gradi di protezione adatti a diversi profili di rischio.
Un Certificato a capitale protetto 100% e partecipazione lineare con cap, è il prodotto più semplice e conservativo per investire su SpaceX. Il certificato ripaga sempre a scadenza il 100% del capitale nominale, indipendentemente dall’andamento del titolo, salvo il fallimento dell’emittente. Se invece SpaceX dovesse registrare un rialzo, il certificato riconoscerebbe a scadenza la performance lineare del titolo, fino a un tetto massimo (cap).
Capitale protetto con possibilità di rimborso anticipato (callable) offre la stessa protezione integrale del capitale a scadenza, ma elimina il cap. Se il titolo dovesse continuare a salire fino a scadenza naturale, il rendimento riconosciuto all’investitore sarebbe pari all’intero rialzo. Dopo un primo periodo (tipicamente un anno), l’emittente può richiamare anticipatamente il certificato a scadenze periodiche stabilite. Se lo facesse, il certificato chiuderebbe in anticipo e l’investitore riceverebbe il valore nominale più un premio fisso proporzionale al tempo trascorso dall’emissione (8% annuo nei prodotti più recenti). Se l’emittente non esercitasse questa facoltà, il certificato proseguirebbe fino alla scadenza naturale applicando il meccanismo senza cap. In entrambi gli scenari, il capitale gode di protezione totale, salvo il fallimento dell’emittente.
Airbag Cash Collect con barriera profonda (profilo di rischio più dinamico) di solito ha una durata di 2-3 anni e paga premi periodici condizionati al rispetto di una barriera premi. Se questa fosse pari al 45% del prezzo iniziale, per compromettere il flusso cedolare il titolo sottostante, SpaceX, dovrebbe aver perso oltre il 55% dal suo strike. Questi certificati pagano spesso premi mensili con effetto memoria. Se quindi in una data di osservazione il prodotto non pagasse premio poiché il prezzo del titolo è sotto la barriera premi, l’importo resterebbe in attesa di recupero non appena il titolo tornasse sopra barriera. Trattandosi di un certificato, tutti i premi sono redditi diversi e utilizzabili per la compensazione delle minusvalenze. Il rimborso del valore nominale a scadenza richiede il rispetto di una barriera europea (ad esempio al 45%). Se a scadenza SpaceX si trovasse sopra tale livello, l’investitore riceverebbe quanto investito oltre ai premi ottenuti nel corso della vita del certificato. Se invece SpaceX fosse sotto la barriera dopo aver perso più del 55% dal suo strike, allora la protezione aggiuntiva dell’Airbag permetterebbe di contenere le perdite. Se, ad esempio, a scadenza, il titolo avesse perso il 60% rispetto al valore iniziale (sotto la barriera al 45%), un investimento diretto in azioni o un Cash Collect senza Airbag comporterebbe una eguale minusvalenza. Con investimento iniziale di 1000 euro, l’investitore riceverebbe 400 euro a scadenza. Con un certificato con Airbag, il rimborso sarà: 400 euro moltiplicato per il fattore dato dal rapporto tra 100% e il livello di barriera Airbag.
ARTICOLI
Investire su SpaceX con i certificati senza avere paura della volatilità
Di Giulio Visigalli e Giovanna Zanotti
Pubblicato il 21 Luglio 2026
