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I monopoli che stanno cambiando il mondo
Di Franco Oppedisano |
Pubblicato il 21 Luglio 2026
Otto aziende Usa controllano il mercato dei chip, il cloud su cui poggia internet e la pubblicità digitale, mentre l’Europa arranca

Houston abbiamo un problema, ma non è sulla Luna. È in mezzo a noi e lo viviamo, forse senza rendercene conto, tutti i giorni. Le prime otto aziende tecnologiche americane – Nvidia, Apple, Alphabet, Microsoft, Amazon, SpaceX, Meta e Broadcom – hanno ormai raggiunto una capitalizzazione complessiva superiore ai 19.500 miliardi di dollari, oltrepassando il valore del Pil aggregato dell’Eurozona (circa 18.000 miliardi di dollari) e valgono quasi due terzi del prodotto interno lordo degli Usa (30.700 miliardi). Certo stiamo comparando cavoli con patate perché la capitalizzazione di Borsa non è paragonabile con il “fatturato” di un Paese. Ma anche in questo caso le magnifiche otto mettono a bilancio ricavi totali (2,2 miliardi di dollari) di poco inferiori al Pil italiano (2,5 miliardi) e qualcosa come la somma del Prodotto interno lordo di Portogallo e Spagna messi insieme.
Gli ottimisti vi diranno che è un segnale di come oggi il potere economico si misura sempre più nella capacità di sviluppare innovazione, attrarre capitali e guidare le trasformazioni digitali, piuttosto che nella sola dimensione delle economie nazionali. I pessimisti, invece, vedono il bicchiere quasi vuoto: una manciata di persone estremamente ricche ha in mano i destini del mondo, almeno la sua parte occidentale, mentre le istituzioni antitrust oltreoceano hanno tappato entrambi gli occhi di fronte a un fenomeno che sta cambiando l’esistenza di tutti e incidendo profondamente sul futuro.
Qualche cifra per capire il problema: Nvidia e Broadcom controllano oltre l’85% del mercato globale dei chip avanzati per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Amazon (AWS), Microsoft (Azure) e Alphabet (Google Cloud) controllano circa il 65-70% dell’intera infrastruttura cloud mondiale su cui poggia l’internet che miliardi di persone usano tutti i giorni. Alphabet e Meta gestiscono insieme più del 50% della spesa pubblicitaria digitale globale, mentre SpaceX controlla oltre l’80% dei lanci orbitali commerciali dell’Occidente e, tramite Starlink, la stragrande maggioranza del traffico internet satellitare globale.
Percentuali da brivido. Per molto meno la Standard Oil fu smembrata nel 1911nelle famose Sette Sorelle quando dominava circa i due terzi del commercio globale di petrolio raffinato, mentre nel 1984 AT&T venne divisa in otto parti quando controllava quasi tutto il traffico telefonico negli Stati Uniti.
In entrambi i casi c’era soprattutto un problema di prezzo per i consumatori e di concorrenza, mentre la corsa tecnologica sulle telecomunicazioni iniziò molto tempo dopo. Ora il monopolio in settori chiave per lo sviluppo è una questione di potere e ha ben altre conseguenze.
La potenza finanziaria di Nvidia, Apple, Alphabet, Microsoft, Amazon, SpaceX, Meta e Broadcom, ovvero la quantità di soldi di cui possono disporre queste aziende, impedisce a chiunque, non protetto e foraggiato come le aziende cinesi, di mettersi sulla loro strada: ti comprano senza problemi se hai una buona idea che potrebbe danneggiarli o rimpinguare i loro bilanci, ti ricattano (vedere l’atteggiamento di Elon Musk nei confronti dell’Ucraina o dell’Inghilterra) se hai idee diverse dalle loro o sono in grado di mettere in campo stuoli di avvocati per indurti a rinunciare a una causa, magari per chiedere giustamente di pagare le tasse. Sono in grado di influenzare una elezione in un Paese democratico o di imprimere una svolta a una guerra.
Consentire un tale monopolio è stata una scelta strategica degli Stati Uniti. La Cina ha risposto chiudendo il mercato interno e inondando di denaro le aziende tecnologiche locali. L’Antitrust dell’Unione Europea sta cominciando a multare le multinazionali americane del settore facendo inalberare Donald Trump, ma nello stesso tempo ha messo nel mirino Sap, la più grande azienda di software in Europa e una delle principali al mondo nel settore dell’informatica aziendale, perché cercava di legare i clienti ai propri servizi di assistenza ufficiali. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte.