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Le cedole e i rimborsi sono più facili perché le soglie si riducono
Di Antonio Manfré e Giovanna Zanotti
Pubblicato il 23 Giugno 2026
I Phoenix Memory Step Down, adatti a mercati senza una direzione precisa, hanno livelli di attivazione di rimborso anticipato decrescenti nel tempo e l’effetto memoria

Con l’aumento di inflazione, tassi di interesse e volatilità ciclica ed episodica degli asset rischiosi rispetto al post-Lehman, gli investitori sono più interessati a prodotti strutturati con flussi cedolari e payoff più efficienti con equilibrio tra rendimento potenziale, spesso periodico, e protezione condizionata del capitale, soprattutto in scenari laterali o poco ribassisti. Barriere di protezione più profonde e formule innovative di rimborso anticipato consentono ciò. I Phoenix Memory Step Down (PMSD) hanno flussi cedolari periodici e protezione condizionata del capitale europea (a scadenza) o americana (continua o a chiusura giornaliera). Il meccanismo autocall prevede poi livelli di attivazione (trigger) decrescenti nel tempo legati all’andamento del sottostante. Il payoff di questi strumenti vuole generare reddito in mercati non direzionali. Se il sottostante peggiore torna sopra la barriera alla chiusura di una giornata di osservazione successiva, l’effetto memory recupera cedole non pagate in precedenza. L’opzione autocallable permette il rimborso anticipato e lo step down rende progressivamente meno stringente la soglia per tale ripagamento nel tempo aumentando la probabilità di uscita anticipata anche con recuperi parziali del sottostante. Negli ultimi anni, gli emittenti di certificati sul mercato italiano hanno introdotto varianti alla struttura base dello step down come prima data di autocall (a volte già dal primo mese); livello iniziale del trigger di autocall (100%, ma anche inferiore); ampiezza e frequenza della riduzione del trigger (-1%, -2%, -3% o -5% per periodo). Un PMSD ha di solito uno o più sottostanti con struttura worst of e il suo andamento varia con le condizioni di mercato. In fase rialzista, il prodotto ha alta probabilità di rimborso anticipato oltre al pagamento delle cedole con conseguente riduzione della durata effettiva dell’investimento. In fase laterale o poco ribassista, si può posticipare l’autocall allungando la vita dello strumento mantenendo una probabilità di rimborso anticipato superiore rispetto a prodotti senza step down. In fasi ribassiste, la discesa del sottostante al di sotto della barriera capitale espone a perdite. Consideriamo ad esempio un PMSD con sottostante un paniere worst of che include Banco BPM, UniCredit, Ferrari e STMicroelectronics strutturabile a metà 2024 con durata a 3 anni, cedola mensile condizionata con memory, barriera capitale europea, autocall dal primo mese, trigger iniziale 97% del livello iniziale dei titoli e step down mensile 1%. L’investitore otterrebbe le cedole e un rimborso anticipato dopo 21 mesi in concomitanza del trigger autocall al 77% del livello iniziale (-23%). Le performance dei titoli in paniere sono state diverse: il migliore ha segnato +100%, il peggiore (determinante per il payoff) -18,70%. I PMSD possono dunque generare reddito con protezione condizionata e maggiore flessibilità temporale risultando adatti a fasi di mercato non così estreme da infrangere la barriera capitale a scadenza.