L’Osservatorio Sottoscrittori di Assogestioni compie trent’anni e riconferma il suo ruolo centrale per l’industria. Come sottolinea Fabio Melisso, vicepresidente del Comitato Comunicazione, «lo studio fornisce un’analisi particolarmente importante per le riflessioni che l’industria del gestito deve compiere su dinamiche strutturali come longevità e demografia».
La nuova edizione dello studio mostra come sono sempre di più gli italiani che scelgono i fondi comuni: 12,4 milioni a fine 2025, il 7% in più dell’anno precedente. Inoltre, gli italiani investono di più in questi strumenti: il patrimonio allocato complessivo è infatti passato da 608 miliardi nel 2024 a 679 miliardi nel 2025. Si rileva poi che l’investimento medio ammonta a 55mila euro, ma la maggior parte del capitale è concentrata tra le fasce più ricche. Tuttavia, i fondi comuni si dimostrano strumenti accessibili anche a chi non ha grandi patrimoni a disposizione: esattamente metà del campione alloca fino a 20mila euro.
L’identikit del sottoscrittore italiano appare in linea con il trend dell’invecchiamento demografico che sta colpendo il nostro Paese. L’età media si attesta infatti sui 61 anni e ciò non sorprende se si pensa che la presenza tra i sottoscrittori degli over 65 è aumentata del 137% negli ultimi trent’anni. È proprio questa fascia d’età a detenere oltre la metà delle masse (66%) e vantare investimenti medi molto alti, dai 67 ai 77mila euro, contro i 49-22mila delle altre coorti anagrafiche. Gen Z e Millennials stanno però iniziando a ritagliarsi uno spazio: rappresentano infatti il 18% degli investitori, un dato cresciuto del 3% rispetto al 2024. In questo senso, è significativo il dato sui nuovi sottoscrittori, spiega il Senior Research Analyst di Assogestioni Riccardo Morassut, che rileva: «Nel corso del 2025 circa 1,5 milioni di italiani hanno sottoscritto un fondo comune per la prima volta e il 32% di questi ha meno di 45 anni». Aumenta anche la presenza delle donne, salita al 47% dal 34% della prima rilevazione nel 1996.

Riccardo Morassut, Senior Research Analyst di Assogestioni
L’Osservatorio Assogestioni fa poi una panoramica delle preferenze d’investimento degli italiani. Nei portafogli tricolore continuano a prevalere le obbligazioni (56%). Tuttavia, i giovani investono di più in azioni, anche grazie a una maggiore propensione al rischio e a un orizzonte di investimento più lungo rispetto alle generazioni più anziane.
La nuova edizione dello studio contiene infine una novità: un confronto con il mercato europeo che mette in luce il peso raggiunto dal risparmio gestito italiano. Con 902 miliardi di euro investiti, l’Italia rappresenta infatti il 21% del mercato retail dei fondi nell’Area Euro ed è seconda solo alla Germania.
