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Le nuove regole per gli sfratti. Le misure rendono più veloce il rientro in possesso degli immobili
Di Redazione |
Pubblicato il 9 Giugno 2026
Non serve più rivolgersi a un giudice per ottenere l’ordine di rilascio per finita locazione, sono previste multe per gli inquilini che non abbandonano l’appartamento e anche per coloro che non pagano

Il disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri, all’interno del Piano casa, introduce una serie di misure che puntano a rendere più rapido il rientro in possesso degli immobili e a scoraggiare comportamenti dilatori da parte degli inquilini. Eccole.

L’ingiunzione rapida

Il cuore della riforma è la nuova “ingiunzione di rilascio” per finita locazione. Un cambio di paradigma rispetto alla procedura attuale: oggi serve un passaggio davanti al giudice con la convalida, domani il proprietario potrà chiedere direttamente un ordine di rilascio senza udienza preventiva. Se la richiesta risulta fondata, il decreto arriva entro 15 giorni e impone la restituzione dell’immobile senza ulteriori rinvii alla scadenza del contratto. Nei casi in cui il contratto sia già terminato, il rilascio dovrà avvenire entro un arco temporale compreso tra 30 e 60 giorni.

Le multe

Accanto alla corsia accelerata, arriva anche una misura di pressione economica per l’inquilino: una penalità pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo nella restituzione dell’immobile, su richiesta del locatore. Si tratta di una forma di coercizione indiretta pensata per scoraggiare resistenze e ostruzionismi. Il decreto potrà, inoltre, essere utilizzato per iscrivere un’ipoteca giudiziale a garanzia delle spese legali e degli importi dovuti. Resta comunque una valvola di sicurezza: il giudice può sospendere l’esecuzione provvisoria in presenza di contestazioni fondate.

La morosità

Sul fronte della morosità, la riforma non introduce l’ingiunzione rapida, ma interviene stringendo i margini per sanare il debito. Le possibilità di sanatoria scendono da tre a due nell’arco di quattro anni. Si riducono anche i tempi concessi per regolarizzare la posizione: da 90 a 45 giorni in caso di difficoltà economiche documentate, e da 120 a 60 giorni nelle situazioni più gravi.
Anche qui entra in gioco la penalità dell’1% del canone per ogni giorno di ritardo nell’uscita, rafforzando la pressione sugli inquilini morosi. Secondo la relazione illustrativa, i precedenti termini di grazia finivano spesso per allungare inutilmente le procedure.

Occupazioni abusive

Un capitolo a parte riguarda le occupazioni senza titolo. In questi casi, il proprietario potrà avviare direttamente l’esecuzione forzata sulla base di atti notarili o documenti ufficiali che dimostrino il diritto sull’immobile, senza dover ottenere un ulteriore titolo esecutivo. Restano esclusi i casi in cui un titolo esisteva al momento dell’ingresso ma è stato successivamente dichiarato non valido.

Notifiche e tutele

La stretta riguarda anche le notifiche: la procedura potrà proseguire anche se l’inquilino risulta irreperibile, salvo che quest’ultimo dimostri di non aver avuto conoscenza dell’atto per cause di forza maggiore. Entra inoltre in gioco il domicilio digitale, in linea con il processo di digitalizzazione della giustizia. Non scompaiono però le tutele sociali. L’ufficiale giudiziario potrà rinviare l’esecuzione una sola volta, fino a un massimo di 180 giorni, nei confronti di soggetti fragili come over 75, persone con disabilità grave o malati terminali.