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Collocamenti da record: gli operatori registrano il miglior risultato di sempre
Di Salvatore Bruno |
Pubblicato il 26 Maggio 2026
Nel primo trimestre sono stati raggiunti nuovi massimi sia in termini di volumi sia per il numero di prodotti lanciati sul mercato primario

Nel primo trimestre 2026 il mercato azionario è inizialmente cresciuto per poi correggere a causa del conflitto in Iran. Parallelamente, i tassi di interesse europei sono rimasti stabili nonostante potenziali pressioni inflattive e numerose variabili geopolitiche e macroeconomiche.
Il mercato dei certificati ha registrato comunque risultati record. Secondo i dati raccolti da Acepi (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento), il primo trimestre 2026 – periodo concomitante all’adesione di Crédit Agricole CIB – è stato il migliore di sempre poiché il volume dei collocamenti primari è stato pari a 9.548 milioni di euro, superando di 145 milioni il precedente record di 9.403 milioni di euro del secondo trimestre 2025.
Anche il numero di prodotti collocati ha raggiunto un nuovo massimo storico: nel primo trimestre 2026 sono stati offerti 654 prodotti, +5% rispetto ai 624 del secondo trimestre 2025 e +20% rispetto alla media dell’intero 2025.
L’aumento della volatilità e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non hanno creato un vero movimento di risk-off. I mercati azionari hanno mostrato capacità di recupero e gli investitori hanno continuato a ricercare rendimenti con minori protezioni del capitale rispetto al passato.
I prodotti a capitale protetto continuano a rappresentare la quota principale del mercato, con circa il 60% del totale collocato, ma con una lieve flessione rispetto alla media del 2025. Crescono invece i certificati a capitale condizionatamente protetto, che raggiungono il 35% del collocato rispetto al 33% del quarto trimestre 2025, così come le Credit Linked Notes, confermando un clima di mercato ancora risk-on.
La ricerca di rendimento cedolare è ancora un driver importante della domanda. Tra i prodotti a capitale protetto, i Digital raccolgono il 56% del collocato, mentre gli Equity Protection il 37%. Tra i prodotti a capitale condizionatamente protetto, gli Express con autocallability rappresentano il 48% del collocato, i Cash Collect salgono al 44%.
È significativa la riduzione degli Express rispetto al quarto trimestre 2025, a vantaggio di prodotti privi di autocallability, come Cash Collect e Bonus. Questa dinamica evidenzia come l’aumento della volatilità, dei tassi di interesse e dei credit spread abbia spinto gli investitori verso strutture in grado di offrire premi durante la vita del prodotto e orizzonti temporali mediamente più lunghi.
Anche il rapporto tra prodotti a capitale protetto e a capitale condizionatamente protetto evidenzia maggiore propensione al rischio. Nel primo trimestre 2026 il rapporto tra questi sfiora il 60%, confermando la ricerca di strumenti capaci di combinare protezione del capitale e partecipazione al trend positivo dei mercati azionari.
Le Credit Linked Notes passano dal 2% dell’ultimo trimestre 2025 al 5% del primo trimestre 2026, segno di crescente ricerca di decorrelazione rispetto alla volatilità dei mercati finanziari. Nel complesso, i dati confermano come gli investitori continuino a privilegiare strumenti che offrono flussi cedolari associati a protezione del capitale.