Se la Lombardia rallenta, rallenta l’Italia intera. E se accelera, traina l’Italia. Per questo è giusto sostenerne la corsa. È la lettura che emerge dal Market Watch di Banca Ifis dedicato all’economia regionale, presentato a Brescia in occasione di Innovation Days. La Regione genera il 23% del Pil nazionale, il 26% dell’export e il 26% del valore aggiunto manifatturiero del Paese: numeri che fanno della Lombardia il baricentro produttivo italiano. La sua forza è strutturale, non congiunturale. Pur ospitando il 17% delle imprese italiane, la Lombardia produce il 31% del fatturato nazionale, segno di un tessuto fatto di aziende mediamente più grandi e solide. Il Pil pro capite supera del 35% la media nazionale e il tasso di occupazione tocca il 69,6%, contro il 62,5% italiano. Non sorprende che, nell’ultimo decennio, sia stata proprio la Lombardia a guidare la dinamica dei ricavi delle imprese italiane.
Questa capacità di traino si conferma anche nella fase più difficile. Tra il 2023 e il 2025, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, costi energetici elevati e domanda interna debole, il fatturato regionale ha tenuto mentre la media nazionale arretrava dello 0,9%, con la liquidità resiliente per il 79% delle Pmi. È una tenuta che riguarda tutto il Paese: su quelle imprese poggiano filiere e occupazione ben oltre i confini regionali.
L’export è la leva decisiva. Il 52% delle Pmi lombarde vende all’estero, sette punti sopra la media italiana, e la propensione a crescere oltreconfine resta alta. La forte diversificazione dei mercati di sbocco attenua i rischi legati ai dazi statunitensi: per quasi nove imprese su dieci il mercato USA pesa meno del 10% del fatturato. In un momento di debolezza interna, è soprattutto la proiezione internazionale lombarda a sostenere i conti con l’estero dell’Italia.
A questa apertura si affianca un investimento deciso nella tecnologia, l’unica voce in controtendenza rispetto alla prudenza generale: oltre tre Pmi su quattro adottano soluzioni Cloud e circa una su due punta sull’Intelligenza Artificiale, da cui gli imprenditori si attendono +5% di fatturato, -7% di costi operativi e +8% di redditività. La Lombardia concentra inoltre quasi un quarto delle startup innovative italiane: la trasformazione digitale del Paese passa, in larga parte, da qui.
C’è infine la finanza straordinaria: il 53% delle Pmi si dichiara in crescita o sviluppo accelerato – quattro punti sopra il dato nazionale – e nel 2025 il 35% delle operazioni di M&A Italia su Italia ha coinvolto un’impresa lombarda. La Regione è il motore non solo della produzione, ma anche della trasformazione del capitalismo nazionale.
«La Lombardia mantiene il proprio ruolo di guida economica del Paese» sottolinea Raffaele Zingone, Condirettore Generale e Chief Commercial Officer di Banca Ifis, grazie a «una forza strutturale costruita su imprese mediamente più grandi della media nazionale». Proprio per questo cresce la domanda di un supporto finanziario specializzato, capace di accompagnare le scelte strategiche delle imprese.
Il quadro è chiaro: sostenere la Lombardia – con strumenti finanziari mirati a export, innovazione e crescita – non è una scelta localistica, ma una priorità per l’intero Paese. Perché quando questa locomotiva accelera, l’Italia accelera con lei.
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Le imprese lombarde trainano il Paese e supportarle significa sostenere l’Italia
L’importanza e la forza dei siti produttivi della Regione emerge dal Market Watch di Banca Ifis dedicato all’economia locale, presentato a Brescia in occasione di Innovation Days
