Nonostante gli allarmi sulle quotazioni stellari di Wall Street, la situazione geopolitica per lo meno confusa e un’inflazione che ha rialzato la testa negli Usa, i listini americani continuano a correre. Secondo Steve Auth, chief investment officer for equities di Federated Hermes, ci sono almeno cinque ragioni che spingono o sorreggono le Borse. Eccole.
Gli utili
I bull market di lungo periodo sono sostenuti dalla capacità di generare utili e da una crescita duratura dei flussi di cassa. Questo rimane il motore principale del forte slancio al rialzo che il mercato statunitense sta vivendo dai minimi del 2022. Spiega inoltre perché gli investitori continuano a considerare le correzioni come opportunità di acquisto. «Se le previsioni sugli utili di quest’anno sono esatte, quelli dell’S&P saranno aumentati di circa il 65% negli ultimi cinque anni, a fronte di un rialzo del mercato del “solo” 50%» sintetizza Auth.
Le valutazioni
Federated Hermes le considera ragionevoli. «Sebbene i multipli forward sul mercato e sulle Mag 7 siano elevati rispetto alle mediane storiche a lungo termine, rispettivamente a 21x e 29x» spiega Auth «sono sostanzialmente in linea con i livelli che riteniamo rappresentino il valore equo di mercato, data la crescita degli utili superiore al trend e i margini record. E questo anche dopo aver ridotto la nostra ipotesi di valore equo per il mercato a 20x per tenere conto delle preoccupazioni che noi e altri nutriamo riguardo ai rischi per i modelli di business puramente asset-light in prospettiva futura, insieme alle preoccupazioni sul ritorno a lungo termine degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Il contesto
I dati macroeconomici in arrivo rimangono positivi. Il mercato del lavoro è migliorato in modo discreto rispetto allo scorso anno. Ciò ha contribuito a sostenere la domanda dei consumatori, come dimostrano i dati recenti sulle vendite al dettaglio. Inoltre i consumi sono sostenuti dai benefici fiscali derivanti dal One Big Beautiful Bill, dalla crescita dei salari reali e dai livelli di ricchezza ai massimi storici. «Nel complesso le condizioni sembrano coerenti con una continua espansione e con il potenziale per un miglioramento dello slancio di crescita nella seconda metà dell’anno» chiosa Auth.
La Fed
Secondo Federated Hermes, è probabile che la Federal Reserve riprenda il ciclo di tagli dei tassi tra la metà e la fine dell’estate. «Con Warsh al comando» prosegue Auth «prevediamo che la Fed persegua un percorso graduale verso un tasso di politica monetaria neutro del 3,0% rispetto all’attuale 3,75%, ipotizzando che il conflitto con l’Iran si concluda presto e che il petrolio si avvicini al nostro obiettivo di 75 dollari».
La produttività
«Si moltiplicano le prove» conclude Auth «che dimostrano come l’IA stia già aumentando la produttività, in particolare nei settori in cui la sua adozione è più diffusa. È importante sottolineare che tale miglioramento sembra essere determinato più da una crescita più rapida della produzione che da una sostituzione generalizzata della manodopera. Allo stesso tempo, siamo ottimisti riguardo all’entità degli investimenti degli hyperscaler. Gli investimenti nei data center e nelle infrastrutture di IA dovrebbero tradursi in una significativa leva operativa».
