Il risparmio gestito italiano si riunisce come ogni anno in occasione del Salone del Risparmio, l’evento di settore più importante in Europa, ideato da Assogestioni, l’associazione che riunisce le società di gestione del risparmio operanti in Italia. Sotto la lente il futuro di un’industria il cui ruolo è sempre più centrale nell’affrontare le sfide di uno scenario in grande trasformazione, tra tensioni geopolitiche, transizione energetica e innovazione tecnologica. Tutti ambiti che richiedono una grande quantità di capitali da investire per migliorare la competitività dell’economia e costruire un futuro di crescita.
A dare la misura dell’opportunità e del potenziale sono i numeri: la liquidità delle famiglie (conti correnti e depositi) supera 1.500 miliardi. In Europa, inoltre, circa il 31% dei risparmi è ancora detenuto in liquidità, per un totale di 11.000 miliardi di euro. È anche per questo che Assogestioni ha scelto come filo conduttore dell’edizione 2026 il concetto di “Risparmio in movimento”, per riportare al centro l’idea che la ricchezza, se messa al lavoro, possa diventare un motore di stabilità e sviluppo.
In questa direzione va la riflessione di Fabio Galli, direttore generale dell’Associazione, che richiama il bisogno di un approccio più consapevole in una fase segnata da volatilità e trasformazioni profonde. «In uno scenario in cui assistiamo a picchi di volatilità, inverno demografico e accelerazione tecnologica, gli investimenti devono essere sempre più disciplinati e pazienti», spiega. E aggiunge che il risparmiatore, oggi, «ha bisogno non solo di informazioni, ma di chiavi di lettura, di orientamento, di strumenti per ricondurre la complessità a scelte coerenti con i propri obiettivi». Il nodo, secondo Galli, è che «troppo spesso il risparmio è fermo o allocato su strumenti percepiti come rassicuranti ma non sempre adeguati a soddisfare i bisogni di lungo termine».
Da qui il collegamento con alcuni dei temi più rilevanti delle conferenze a cura di Assogestioni. Uno riguarda la previdenza complementare, tornata al centro del dibattito anche per le novità dell’ultima Legge di Bilancio. Un altro filone è quello dei mercati privati e del modo in cui possono diventare un canale più diretto tra risparmio e fabbisogno di finanziamento delle imprese.
Infine, l’innovazione tecnologica, con particolare focus sull’intelligenza artificiale. «L’AI non intacca la responsabilità fiduciaria, non sostituisce il giudizio professionale e non rende marginale il ruolo dell’intermediazione qualificata», sottolinea Galli. In un’epoca in cui la tecnologia può amplificare velocità e complessità, la differenza continua a farla il fattore umano e le competenze dei professionisti.
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