Si racconta che cent’anni fa Rockfeller decise di vendere tutte le sue azioni a Wall Street poco prima del crollo perché un lustrascarpe gli aveva consigliato dei titoli da comprare. L’euforia che aveva coinvolto tutti, si disse, non poteva durare. Oggi i lustrascarpe non ci sono più ma c’è un indicatore che cerca di farne le veci: l’indice Fear and Greed (Paura e Avidità) misura, infatti, il sentiment, ovvero l’emotività degli investitori, indicando se il mercato è guidato dalla paura (vendite) o dall’avidità (acquisti). Va da zero (paura estrema) a cento (avidità estrema), aiutando a identificare potenziali inversioni di tendenza quando il mercato è troppo ottimista o pessimista.
L’indice analizza vari fattori tra cui la volatilità, la domanda di beni rifugio, il volume degli scambi e l’andamento dei prezzi che sintetizza in un numero: da zero a 24 (Paura estrema) è indicativo di un mercato ipervenduto e di un’opportunità di acquisto, da 25 a 49 (Paura) indica un mercato orso, da 50 a 74 (Avidità) mostra un listino in rialzo, mentre da 75 a cento è indicativo di un mercato ipercomprato e del rischio di una possibile forte correzione alle porte.
L’indice aiuta gli investitori a non farsi guidare dalle emozioni e i contrarian spesso cercano di acquistare nei momenti di paura estrema e vendere in quelli di avidità estrema. I valori dell’indice sono due e misurano il mercato azionario Usa e quello delle cripto e ora non potrebbero essere più divergenti. Il primo si attesta intorno zona Greed (Avidità) che indica un sentiment generalmente ottimista, trainato da un momentum positivo dei prezzi. L’indice Crypto Fear & Greed di Binance segna, invece, un valore parecchio più basso. Entrambi i valori possono variare anche di molto ogni giorno.
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Paura e avidità hanno un indice
Mostra il sentiment del mercato e misura la possibilità di una forte correzione o di un possibile rialzo delle quotazioni
