Seleziona una pagina

ARTICOLI

I pokemon o le figurine possono rendere più dei soliti investimenti
Di Franco Saro |
Pubblicato il 28 Aprile 2026
I beni materiali come collectibles, orologi e beni di lusso possono avere aumenti di prezzo significativi nel tempo, ma hanno tre problemi: non sono facilmente liquidabili, hanno spese di gestione e non è semplice stabilirne con certezza il prezzo

Tra gli investimenti alternativi, i beni materiali stanno vivendo una nuova stagione di interesse, sostenuta anche dai numeri. Secondo diverse analisi di mercato, negli ultimi dieci anni alcune categorie di collectibles hanno registrato performance annue medie tra il 5% e il 12%, con picchi superiori in segmenti specifici. Oro e metalli preziosi restano un pilastro: nel lungo periodo l’oro ha mantenuto una crescita media intorno al 6-8% annuo, confermandosi uno strumento di copertura contro inflazione e crisi finanziarie. Ma è soprattutto nel mondo degli asset inusuali che si osservano le dinamiche più interessanti.
Orologi di lusso, vini pregiati, arte e memorabilia rappresentano oggi un mercato globale da centinaia di miliardi di euro. Il segmento degli orologi, in particolare, ha mostrato una crescita significativa: tra il 2018 e il 2022 alcuni modelli iconici hanno registrato rivalutazioni superiori al 100%, prima di una correzione nel 2023-2024 che ha riportato i prezzi su livelli più sostenibili. Nonostante questa volatilità, il comparto continua a distinguersi per rendimenti superiori rispetto a molte asset class tradizionali nel medio periodo.
Il valore degli orologi è guidato da un principio chiave: la scarsità controllata. I grandi marchi producono volutamente meno pezzi rispetto alla domanda globale, stimata in crescita soprattutto nei mercati asiatici e mediorientali. Questo squilibrio alimenta il mercato secondario, dove i prezzi possono superare anche del 200-300% il listino ufficiale. Tuttavia, il rendimento dipende da variabili precise: presenza del “full set” (che può aumentare il valore fino al 30%), condizioni impeccabili, rarità e provenienza documentata.
Parallelamente, si stanno affermando modelli innovativi di accesso a questi investimenti. Uno di questi è quello di Splint Invest, piattaforma fintech svizzera specializzata in investimenti frazionati, che ha superato gli 850 asset lanciati per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro. Con una community di circa 38.000 utenti, negli ultimi due anni, ha registrato rendimenti medi netti intorno al 25%, con un holding period medio di circa 15 mesi, dimostrando la possibilità di combinare accessibilità e performance.
Da Splint Invest arriva un esempio concreto che riguarda il mercato dei collezionabili: una box sigillata di carte Pokémon acquistata per circa 43.000 euro è stata rivenduta a 70.000 euro in soli sette mesi, generando un ritorno superiore al 60%. Operazioni di questo tipo evidenziano quanto fattori culturali, anniversari e trend generazionali possano influenzare il valore degli asset, rendendo cruciale la capacità di analisi e timing.
Non mancano però i rischi. L’illiquidità resta uno dei principali: a differenza dei mercati finanziari, la vendita di un bene fisico può richiedere mesi o anni. A questo si aggiungono costi di gestione, assicurazione e manutenzione, oltre alla complessità nella determinazione del prezzo, spesso basata su dati limitati e stime. Anche la contraffazione rappresenta una minaccia concreta, soprattutto nei segmenti ad alto valore.
Il futuro degli investimenti alternativi appare comunque in espansione, sostenuto da innovazione tecnologica e crescente domanda. I dati, comunque, raccontano una verità chiara: rendimento e rischio restano strettamente intrecciati. Investire in beni materiali significa entrare in un mercato dove competenza, pazienza e selezione fanno la differenza tra un’operazione di successo e una scelta poco redditizia.