li investitori globali e, soprattutto, quelli italiani si muovono tra ottimismo e cautela in vista del prossimo semestre, il secondo del 2026, mantenendo un orientamento costruttivo, ma senza slanci. È quanto emerge dall’Investor Forecast 2026 di Bg Saxo e Saxo Bank che analizza le prospettive di investimento nei prossimi sei mesi di un campione di circa 1.700 persone in tutto il mondo.
Il 57% degli investitori si attende una crescita dei mercati globali e individua nel Giappone il mercato con le prospettive più solide (63%), mentre restano più contenute le aspettative su Europa e Stati Uniti: poco più della metà (51%) crede che nel prossimo semestre l’Europa registrerà delle performance positive sui mercati azionari e questa percentuale scende al 40% se si parla delle Borse degli Stati Uniti. Guardando all’Italia, a livello globale il 48% degli investitori si aspetta una crescita dell’azionario, ma i connazionali sono ancora più cauti e solo il 31% degli investitori italiani si aspetta un incremento del mercato domestico.
Sul fronte delle scelte di portafoglio, a livello globale prevale la continuità: il 63% degli investitori prevede di mantenere invariata l’allocazione, il 27% valuta nuove opportunità e solo il 10% ipotizza una riduzione della diversificazione.
Tra i principali driver del semestre, le valutazioni di mercato si confermano il fattore più rilevante (69%), seguite dalle dinamiche politiche statunitensi (57%) e dal ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, percepita come opportunità dal 56% dei rispondenti e rischio dal 53%. Nel complesso, emerge un investitore consapevole, che bilancia attenzione ai rischi e ricerca di opportunità in un contesto macroeconomico complesso.
Le risposte italiane
Rispetto ai colleghi stranieri gli investitori italiani hanno un approccio più prudente e orientato alla stabilità sull’azionariato globale, pur mantenendo la stessa gerarchia di preferenze riscontrate a livello mondiale. Anche tra i nostri connazionali il Giappone rappresenta il mercato con le prospettive più favorevoli, mentre guardando al mercato domestico, le aspettative degli investitori italiani sul Ftse Mib delineano un quadro di continuità. La maggioranza – pari al 50,7% – si attende una sostanziale stabilità e il 18,3% ipotizza una contrazione. Il dato conferma una fiducia moderata, con un orientamento più difensivo rispetto al contesto internazionale. Sulle scelte di portafoglio, invece, il quadro italiano risulta sostanzialmente allineato al contesto globale, confermando un orientamento alla stabilità delle allocazioni.
Il fattore principale capace di influenzare eventuali cambiamenti di strategia resta, anche in Italia, la sopravvalutazione, con il 69,9%. Tuttavia, sugli altri fattori la reattività è inferiore: solo il 46,3% degli investitori italiani considera le politiche di Donald Trump un elemento rilevante, mentre la difesa europea si attesta al 42,5%. L’intelligenza artificiale si conferma un driver trasversale: 48,9% opportunità e 49,2% rischi, con la totalità delle donne che la considerano rischiosa. Particolarmente significativo è l’ottimismo legato alla crescita: in Italia il 45,5% dei rispondenti lo considera un motivo di cambiamento delle proprie strategie di investimento (60% tra le donne, 45,7% tra gli uomini). Il valore più alto si registra al 47,8% degli over 60, mentre quello minimo scende ad appena il 27,3% nella fascia 18–35 anni. Questa tendenza è in netta contrapposizione al contesto internazionale, dove sebbene il dato complessivo si posizioni al 53,2%, l’ottimismo maggiore è espresso dagli under 35, un valore che scende gradualmente fino al 51,7% degli over 60.
«Da questa indagine» spiega Gian Paolo Bazzani, ceo di Bg Saxo «emerge che gli investitori italiani compiono scelte simili a quelle internazionali, pur mostrando un approccio più prudente. Tra le principali differenze, le donne italiane evidenziano una maggiore propensione alla diversificazione, mentre gli under 35 risultano meno fiduciosi nella crescita rispetto ai loro coetanei globali. In un contesto di mercato complesso e in rapido mutamento, emerge con decisione la richiesta degli investitori di rimanere informati, e a nostra volta, riteniamo fondamentale offrire non solo strumenti finanziari, ma anche approfondimenti mirati, per permettere a chi investe di prendere decisioni informate e consapevoli».
