I baby boomer italiani, nati tra il 1946 e il 1964 si confermano il pilastro finanziario delle famiglie, pur in un contesto di crescente fragilità percepita. È quanto è emerso dal sondaggio di Moneyfarm sul tema delle prospettive economiche dei boomer. Il 69% degli intervistati dichiara di provare ansia per il proprio futuro economico, una quota che sale tra donne e lavoratori lontani dall’uscita dal mercato del lavoro. Il nodo principale resta la sostenibilità dell’assegno pensionistico. Solo il 24% ritiene che basterà a mantenere un tenore di vita adeguato, ma alle preoccupazioni personali si aggiungono quelle per le nuove generazioni. Il 79% dei genitori si dice in ansia per il futuro economico di figli e nipoti e il 75% ha già fornito un supporto finanziario durante la loro vita adulta. Nonostante questo, la prospettiva di ricevere aiuto in futuro non è affatto scontata: solo tre boomer su dieci si dichiarano certi di poter contare sui figli in caso di necessità. A questo si aggiunge una scarsa pianificazione del passaggio generazionale: appena il 9% ha già formalizzato un testamento. «È il paradosso di una generazione che ha costruito ricchezza e stabilità, ma che oggi fatica a sentirsi davvero protetta. L’allungamento delle aspettative di vita impone di ripensare la previdenza: una fase pensionistica che può durare vent’anni o più non può essere affrontata con strumenti studiati per un orizzonte molto più breve» ha commentato Andrea Rocchetti, Global Head of Wealth di Moneyfarm.
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Boomer stretti tra l’ansia per la pensione e il sostegno alle famiglie
Di Redazione |
Pubblicato il 14 Aprile 2026
