Un “Minsky Moment” è il crollo improvviso e drastico dei valori delle attività finanziarie che segna la fine di un lungo periodo di speculazione e crescita del mercato azionario. Prende il nome dall’economista Hyman Minsky, il quale sosteneva che la stabilità finanziaria genera intrinsecamente instabilità, poiché gli investitori assumono rischi sempre maggiori che portano a bolle speculative. Secondo Minsky, i mercati evolvono dal finanziamento hedge (sicuro), a quello speculativo (si pagano gli interessi sul denaro preso a prestito per investire, ma non il capitale), fino a quello Ponzi, quando si conta solo sull’aumento dei prezzi degli asset per coprire i debiti. Poi arriva il crollo. Quando i prezzi smettono di crescere, gli investitori non riescono a ripagare i debiti e sono costretti a vendere gli asset (margin call), causando un collasso a catena per mancanza di liquidità. «I Minsky moment» spiega Donny Kranson, portfolio manager, quality growth boutique di Vontobel «tendono a emergere dopo lunghi periodi di stabilità che alimentano una crescente propensione al rischio e preparano i mercati a correzioni profonde e prolungate. Nell’aspettativa che ogni fase di ribasso sia seguita da un rapido rimbalzo a “V”, molti investitori hanno progressivamente ridotto il livello di protezione dei portafogli, esponendoli maggiormente a scenari di stagnazione persistente. Valutazioni elevate, portafogli non posizionati per ribassi prolungati e crescenti livelli di debito mondiale costituiscono, a nostro avviso, una miscela tossica. Non è prevedibile quando e cosa innescherà una correzione dei mercati. Che siano le attuali ostilità in Medio Oriente o l’instabilità nel credito privato a fungere da catalizzatore per un forte ribasso dei mercati, è meno importante del costruire posizioni difensive. Mantenere un’esposizione difensiva è forse ancora più importante man mano che aumenta la compiacenza di mercato».
In questo momento i listini sembrano “digerire” tutto senza eccessiva fatica: dalla pandemia al rallentamento della Cina, dalla guerra in Ucraina a quella nel Golfo Persico, dalla crisi dei titoli dell’Eurozona all’imposizione dei dazi americani. Ogni crisi è stata l’occasione per comprare sui minimi poiché i ribassi sono stati rari e, quando si sono verificati, di breve durata. Ma forse è bene ricordarsi di quello che è accaduto in passato.
È vero che se si guarda un grafico con l’andamento storico delle quotazioni di Wall Street si vede una netta crescita complessiva, ma è anche vero che i Minsky moment ci sono stati e sono stati “sanguinosi”. Moneyfarm li ha analizzati: «Guardando ai crolli di Wall Street del passato, la durata varia, così come la severità dello shock. Se prendiamo i cinque principali dal 1870, vediamo che in media sono trascorsi 57 mesi tra l’inizio del declino e il momento in cui hanno raggiunto il minimo e 125 mesi per tornare al picco massimo precedente. Oltre a essi, ci sono stati altri dodici periodi di mercato orso in 150 anni, praticamente uno ogni nove anni circa».
MoneyFarm ha anche ricordato che la Grande Depressione provocò un calo degli indici del 79%, con la Prima Guerra Mondiale e Influenza “spagnola” (1911-1920) i mercati crollarono del 51%, l’embargo dell’Opec nel 1973 ha causato un riduzione dei valori di Borsa del 51,9% e nel 2000 durante la Crisi delle Dot-com, aggravata dalla crisi finanziaria del 2007, i mercati hanno subito un tracollo del 54% e hanno impiegato 12 anni per recuperare i massimi.
«In tutto il mondo» conclude Kranson «flessioni brevi e contenute hanno spinto molti investitori ad assumere maggiori rischi. Riteniamo che sia un errore. Gli investitori, secondo noi, dovrebbero imparare dagli ultimi 15 anni. I ribassi sono inevitabili. Riteniamo che un portafoglio che bilancia società di qualità ad alta crescita con aziende più stabili, ma a crescita moderata, possa generare rendimenti superiori su un ciclo completo. Le società più stabili proteggono il capitale durante i ribassi e diventano il meccanismo di finanziamento per ribilanciare verso opportunità a crescita più rapida, quando i mercati sono in ripresa».
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Minsky Moment, attenzione alla prossima correzione
I mercati resistono a tutto e ogni crisi sembra un’occasione per accumulare, ma occorre anche costruire posizioni più difensive
