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L’offerta di Poste Italiane su Tim è poco generosa
Di Franco Oppedisano |
Pubblicato il 31 Marzo 2026
Gli analisti sono quasi tutti concordi nel definire deludente il prezzo proposto per l’Opas, mentre apprezzano l’operazione

Al lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, il prezzo era di 0,635 euro, con 0,167 in contanti e il resto con 21,8 nuove azioni di Poste Italiane per ogni 1.000 azioni Tim possedute. Alla fine della settimana scorsa il valore è sceso sotto 0,6 euro per il calo del titolo dell’offerente. Un po’ poco per un titolo che, dopo decenni di difficoltà, lo scorso anno aveva raddoppiato il valore, nel 2026 aveva toccato un massimo di 0,667 euro e tre settimane fa aveva ricevuto da Bank of America un target Price di 0,74 euro. Gli analisti su questo punto concordano. Barclays ritiene il prezzo «deludente» rispetto al potenziale di TIM, e citando il possibile consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni, gli earn-out legati alla transazione FiberCop e anche circa il 50% delle potenziali sinergie a cui punta Poste, ha aumentato lo scenario rialzista da 0,82 euro a 0,95 euro.
Vincent Maulay, buy side Analyst di BDL Capital Management usa altre parole, ma il senso è lo stesso: «La proposta», sostiene, «si distingue per una disciplina evidente: la prima offerta, pari a circa il 9% rispetto all’ultimo prezzo di mercato di Telecom Italia, rimane contenuta, segnalando una volontà di evitare un eccesso di generosità nei confronti degli azionisti di minoranza. Tuttavia, questa apparente prudenza è compensata da un potenziale industriale significativo. Le sinergie di costo attese sono stimate intorno ai 500 milioni di euro».
«Storicamente tali integrazioni nel settore delle telecomunicazioni presentano un elevato rischio di realizzazione» ha invece sottolineato Anke Rindermann, Managing Director di Global Corporate Ratings di Morningstar DBRS. «Sebbene la logica strategica sia analiticamente coerente, il rischio di esecuzione rimane rilevante, data la dimensione e la complessità di entrambe le organizzazioni. Errori nell’integrazione potrebbero ritardare i benefici attesi o indebolire temporaneamente le prestazioni del servizio».
Equita SIM valuta che i multipli pagati per Tim non siano stati «particolarmente generosi», e conferma il rating Buy su Poste e su Tim, con target price di 26,5 euro per Poste, 0,7 euro per Tim ordinarie e 0,82 euro per Tim risparmio. Ma considera che l’ingresso in Poste Italiane offre maggiore visibilità sulle prospettive di profittabilità e remunerazione degli azionisti Tim.
Intermonte non si è espresso sull’Opas ma ha confermato su TIM un target price di 0,75 euro, sottolineando come una nuova fase di ampliamento e integrazione della strategia di lungo periodo possa creare un operatore sistemico leader nei servizi finanziari, assicurativi, logistici, telecomunicazioni e digitali, con sinergie sia di costo che di ricavo fattibili.
Mentre il Consiglio di amministrazione di Tim, riunito sotto la presidenza di Alberta Figari, “ha preso atto dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria e totalitaria promossa da Poste Italiane” e, fa sapere, «ha avviato il processo di valutazione dell’Opas nell’interesse della Società e dei suoi azionisti», l’amministr atore delegato, Pietro Labriola intervistato da Bloomberg TV si è limitato a dire: «Sarà il mercato a decidere se questa offerta è giusta».