Sono una sorta di ancora di salvezza dalle crisi dettate dagli sconvolgimenti geopolitici. A livello globale i dividendi sono cresciuti del 5% lo scorso anno e, secondo Mark Casey, gestore di portafoglio azionario di Capital Group, sono un «moltiplicatore silenzioso degli investimenti a lungo termine». Storicamente, i dividendi hanno sempre contribuito, sia durante le fasi di mercato positivo, sia attenuando le fasi di ribasso. «Un’analisi storica» spiega Casey «offre utili indicazioni. Nel corso dei cicli ribassisti del passato, i titoli con un dividend yield più elevato hanno sovraperformato il mercato più ampio solo marginalmente; dal picco che ha seguito la bolla tech degli anni ’90 fino al 2002, i titoli a dividendo hanno generato rendimenti positivi, mentre molte società tecnologiche e l’indice generale erano in calo».
La distribuzione dei dividendi globali ha raggiunto nuovi massimi, trainata dai titoli finanziari, con le compagnie assicurative che stanno registrando una crescita più rapida. «Nell’ambito dei finanziari, banche e società diversificate» conclude Casey «hanno incrementato le distribuzioni, così come software e servizi IT. Solo i semiconduttori hanno rappresentato un’eccezione, con un importante chipmaker Usa che ha sospeso i propri dividendi (Intel, ndr). Le banche europee, invece, si sono distinte in positivo per quanto riguarda i dividendi, mentre la regione pacifica ha mostrato resilienza. I mercati emergenti richiedono un attento monitoraggio, dato il profilo non uniforme dei pagamenti e il rischio di tagli nel comparto energetico in alcune aree di India e Brasile. Negli Stati Uniti, la dinamica potrebbe essere leggermente più debole».
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La resilienza dei dividendi
Contribuiscono ai rendimenti sia nella fase di crescita delle quotazioni sia durante i ribassi e sono in aumento
