Come avvenuto per le precedenti emissioni, anche il nuovo Btp Valore – in collocamento fino a venerdì 6 marzo – ha suscitato molto interesse tra i risparmiatori. Restano infatti i tratti distintivi che ne hanno determinato la popolarità: cedole trimestrali, meccanismo step-up e premio fedeltà. Se si tiene conto, però, che l’ultima emissione di ottobre 2025 – la sesta complessiva da parte del Mef – si è conclusa con una raccolta record di oltre 16,57 miliardi di euro, è evidente come molti italiani ne abbiano già una discreta dose in portafoglio. Abbiamo quindi chiesto a Marina Maghelli del Cda di Efpa Italia, una delle affiliate di Efpa Europe, che cosa valutare prima di decidere un ulteriore acquisto di Btp. «Questa nuova tranche arriva in un contesto favorevole: a fine gennaio Standard & Poor’s ha confermato il rating BBB+, che indica un rischio moderato, migliorando l’outlook da “stabile” a “positivo”. Il rischio emittente è basso, ma non nullo. Il Btp Valore è uno strumento semplice, alla portata anche del piccolo risparmiatore. Può rappresentare una soluzione per chi desidera inserire in portafoglio una quota di stabilità senza esporsi a un’eccessiva volatilità. Il vero punto, però, è un altro. Chi ha già investito in titoli di Stato dovrebbe guardare al portafoglio nel suo insieme, non al singolo strumento. Dunque, com’è composto nel complesso il proprio portafoglio? È davvero ben diversificato oppure è troppo concentrato su una sola tipologia di investimento? È in grado di proteggere il potere d’acquisto nel tempo? C’è poi una domanda cruciale: sto investendo con una strategia razionale o mi lascio guidare dalle emozioni, tra ricerca di sicurezza e timori di mercato»?
Per comprendere l’impatto dell’aumento o della riduzione della quota di Btp sul portafoglio occorre farsi aiutare dal proprio consulente finanziario di fiducia. «Il confronto con un consulente può fare la differenza» continua Maghelli «perché non basta scegliere un prodotto, serve anche verificare che l’intero portafoglio sia coerente con i propri obiettivi, tempi e tolleranza al rischio. Inoltre, valutare l’acquisto o meno del nuovo Btp solo sulla base della cedola o del rendimento offerto, come spesso accade, ci fa perdere di vista le motivazioni per cui investire. Il denaro non è un fine, ma uno strumento per realizzare i propri progetti: integrare la pensione, sostenere i figli, proteggere il patrimonio. La domanda da porsi, allora, è se questo strumento sia davvero il più adatto alle proprie esigenze. La risposta non è sempre positiva, soprattutto quando si guarda al lungo periodo. In quest’ultimo caso può essere opportuno destinare una parte del risparmio a strumenti che, seppur caratterizzati da maggiore volatilità, siano in grado di offrire nel tempo prospettive di rendimento statisticamente superiori rispetto a quelle di un titolo obbligazionario tradizionale. Perché investire non significa inseguire il rendimento di oggi, ma costruire con coerenza e pazienza i risultati di domani».
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