L’Europa è un attore geopolitico “atipico”: «Non uno Stato-nazione, ma uno spazio composto da Paesi legati da cultura, istituzioni e interdipendenze economiche, con un mercato unico che resta la sua cifra distintiva». Ad affermarlo è Enzo Corsello, country head Italy di Allianz Global Investors, nella quinta puntata di Osservatorio Geopolitico, il format nel quale l’esperto, puntata dopo puntata, fotografa gli attori attuali dello scenario globale. Dopo le scorse puntate dedicate a Cina e Stati Uniti, è la volta dell’Europa che è stata al centro delle cronache geopolitiche mondiali a inizio anno. La vicenda Groenlandia, letta come banco di prova della postura statunitense, ha evidenziato un cambio di tono a Washington. Secondo la lettura proposta da Corsello l’approccio della presidenza Trump somma «una vena neo-mercantilista a una più esplicita ambizione neo-imperiale, orientata al controllo – e talvolta al possesso – di territori strategici».
La pressione sulla politica estera europea, però, si innesta su fragilità strutturali. Tre, in particolare secondo l’esperto: «la dipendenza delle catene produttive, soprattutto nella manifattura tedesca, ma con ricadute anche sull’Italia “ancillare” a quel sistema, dal Sud-Est asiatico e dalla Cina; la vulnerabilità energetica, passata dalla Russia agli Stati Uniti sul fronte del gas; e la debolezza dell’ombrello militare-strategico, aggravata dall’uscita del Regno Unito dall’Unione, che ha sottratto uno dei principali pilastri della deterrenza insieme alla Francia».
Eppure, nella crisi si aprono spazi d’azione. «L’Europa, storicamente, tende ad “accelerare” nelle fasi di forte stress» ricorda Corsello «per poi ricadere in stalli regolatori e burocratici». Dal punto di vista dell’investitore, il messaggio dell’esperto è pragmatico: quello Europeo si dimostra essere un contesto non «super solido», ma «con opportunità alimentate da anni di sotto-investimento e sotto-posizionamento degli istituzionali globali sull’Europa, a fronte di valutazioni considerate interessanti soprattutto sull’equity». La sfida resta però esistenziale anche sul piano politico: «nei prossimi 18-24 mesi le tornate elettorali in Francia, Regno Unito e Germania potrebbero rafforzare spinte nazionaliste e populiste, con effetti sulla tenuta del progetto europeo». In questo scenario, l’Ungheria viene indicata come primo test ravvicinato: un eventuale cambio di rotta post-Orban potrebbe alterare gli equilibri interni e perfino riaprire il dossier euro.
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L’Europa resta sotto pressione: rischi politici e occasioni per i mercati
Tra dipendenze industriali, vulnerabilità energetica e deterrenza indebolita, l’Unione cerca di reagire allo stress geopolitico. Lo scenario descritto da Enzo Corsello (Allianz GI) nella nuova puntata di Osservatorio Geopolitico
