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Esporsi ai Btp decennali in maniera più efficiente proteggendo il capitale
Di Giulio Visigalli e Giovanna Zanotti
Pubblicato il 4 Febbraio 2026

Il mercato obbligazionario sta vivendo una fase di normalizzazione dopo l’impennata di cui i rendimenti hanno dato prova nel 2023. Le politiche restrittive delle banche centrali per contenere l’inflazione hanno avuto effetto e ora stanno spingendo i tassi verso il basso. Oggi la BCE mantiene il costo del denaro al 2% e mostra segnali di fiducia sull’economia. Negli Stati Uniti, invece, il raffreddamento del mercato del lavoro apre la strada a possibili nuovi tagli da parte della Federal Reserve nel corso del 2026.
In questo scenario, i titoli di Stato decennali offrono rendimenti moderati: circa il 3,46% per il BTP e il 4,18% per il Treasury. Per molti investitori questo contesto rappresenta l’occasione per cercare strumenti capaci di unire stabilità, cedole periodiche e protezione del capitale.
Prodotti che indipendentemente dall’andamento dei mercati possono offrire il rimborso integrale del capitale anticipato o a scadenza e contemporaneamente generare flussi cedolari legati ai tassi decennali italiani o americani. La combinazione di questi elementi con le cedole condizionate rende questi strumenti particolarmente interessanti in un portafoglio bilanciato.
Questi certificati prevedono:
• Cedole periodiche condizionate, generalmente mensili, la cui erogazione ha luogo solo se il rendimento del BTP o del Treasury a 10 anni rimane al di sotto di una soglia predefinita detta trigger cedola stabilita all’emissione – ad esempio, +0,80% rispetto al tasso ufficiale della banca centrale di riferimento.
• Effetto memoria, che consente di recuperare le cedole non pagate in precedenza se la condizione ha luogo in una data successiva.
• Meccanismo di autocall automatica – trigger Autocall attivabile dopo il primo anno. Questa clausola permette il rimborso anticipato del certificato se i rendimenti si abbassano sotto un certo livello prefissato.
Le cedole non garantite rientrano nella categoria dei redditi diversi e possono compensare minusvalenze pregresse, offrendo un’opportunità di pianificazione fiscale per posizioni in perdita nel portafoglio.
I motivi per cui gli investitori scelgono tale tipologia di certificati è da ricercare nella protezione del capitale totale a scadenza, ideale per chi è avverso al rischio, la possibilità di ottenere rendimenti periodici superiori rispetto alle obbligazioni tradizionali, l’autocall può abbreviare l’orizzonte temporale dell’investimento. Sono inoltre utili in fase di consulenza per la gestione efficiente delle minusvalenze e i dati degli ultimi 10 anni mostrano che i rendimenti decennali sono spesso rimasti sotto i livelli trigger, aumentando le probabilità di ricezione delle cedole.
I Certificati a Capitale Protetto 100% con cedole condizionate rappresentano quindi una soluzione difensiva e versatile, adatta sia a profili conservativi sia all’interno di strategie più articolate. Offrono una combinazione unica di protezione, potenziale rendimento e vantaggio fiscale, ben allineata alle esigenze degli investitori nell’attuale fase di mercato.