Le hanno chiamate “convinzioni”, che vuol dire che alla Banque Lombard Odier & Cie SA ne sono proprio sicuri. Insomma, Michael Strobaek, global chief investment officer, Nannette Hechler-Fayd’herbe, head of investment strategy, sustainability and research, cio Emea, e Luca Bindelli, head of Investment Strategy, su queste previsioni metterebbero le mani sul fuoco. «Le nostre convinzioni per il 2026» spiegano «riflettono questo approccio, combinando temi di crescita strutturale con strategie pensate per rafforzare la resilienza dei portafogli e cogliere opportunità di rendimento in un’economia globale in rapida evoluzione».
Rinascita dei mercati emergenti
Dopo anni di performance deludenti, il 2026 si prospetta favorevole per gli asset dei mercati emergenti. Le valutazioni azionarie EM sono attraenti e prevediamo una crescita robusta degli utili pari al 17%. Le obbligazioni EM offrono rendimenti interessanti, con rapporti di debito pubblico e bilance dei pagamenti più solidi rispetto ai mercati sviluppati. Anche le valute EM risultano ben supportate, in particolare contro il dollaro USA.
Tecnologia cinese
Le azioni cinesi sono volatili, ma i settori identificati come prioritari dalle politiche governative possono sovraperformare. Per il 2026 i temi chiave sono tecnologia e sostenibilità. La Cina sta colmando il divario tecnologico con gli Stati Uniti e sta costruendo capacità energetica in eccesso per sostenere le proprie ambizioni nell’intelligenza artificiale.
Qualità e dividendi
Le società di elevata qualità e con una solida politica di dividendi nei mercati sviluppati possono offrire flussi di cassa, una volatilità inferiore e bilanci robusti. Tali società operano in settori come finanziari, energia, industria, sanità, beni di consumo di base, utilities e immobiliare.
Il recupero delle small cap
Le azioni a media e piccola capitalizzazione dei mercati sviluppati hanno recuperato nella seconda metà del 2025 e ci attendiamo che continuino a sovraperformare, sostenute da un’accelerazione della crescita degli utili e da valutazioni interessanti rispetto alle large cap. Ulteriori fattori di supporto includono i guadagni di produttività legati all’AI, l’aumento delle operazioni di fusione e acquisizione e possibili cambiamenti nei dazi statunitensi.
Titoli di Stato inglesi
Privilegiamo i Gilt britannici a 10 anni perché, sebbene il rapporto debito/PIL del Regno Unito superi il 100%, gli aumenti fiscali ridurranno le esigenze di rifinanziamento e le emissioni di titoli di Stato. Con il marcato rallentamento dell’inflazione, ci attendiamo che la Bank of England riduca i tassi di riferimento di 100 punti base nel 2026, favorendo un calo dei rendimenti a lungo termine e prospettive interessanti di rendimento totale.
Obbligazioni convertibili
Le obbligazioni convertibili combinano un’obbligazione tradizionale con un’opzione call azionaria, ovvero il diritto di convertire il debito in azioni. La componente obbligazionaria offre una protezione al ribasso, mentre l’opzione consente di partecipare ai rialzi dei mercati azionari. Le obbligazioni convertibili tendono a performare bene in contesti caratterizzati da crescita economica moderata e volatilità dei mercati, offrendo diversificazione e una partecipazione più ampia al potenziale di rialzo rispetto al rischio di ribasso
Immobiliare
Gli investimenti immobiliari svizzeri continuano a offrire un’interessante fonte alternativa di rendimento per gli investitori in franchi svizzeri. Il rendimento da distribuzione dei fondi immobiliari svizzeri rispetto ai titoli di Stato elvetici a 10 anni è ai massimi dal 2022. In Europa, dopo i tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, il settore immobiliare torna a rappresentare una valida fonte di reddito per gli investitori.
Materie prime
Le materie prime stanno assumendo un’importanza strategica crescente e gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’elettrificazione aumentano la domanda di rame, alluminio, terre rare e uranio. L’attrattività dei metalli preziosi, in primis l’oro, cresce con l’intensificarsi della frammentazione geopolitica e la diversificazione delle riserve da parte delle banche centrali. La capacità estrattiva limitata sostiene l’aspettativa di prezzi più elevati e rafforza la preferenza per il settore nei portafogli azionari.
Hedge fund e private equity
Per rafforzare la diversificazione nel 2026, gli investitori dovrebbero mantenere un’esposizione a hedge fund e private equity. Le strategie hedge fund focalizzate su eventi societari (event-driven) e sulle inefficienze di prezzo dei mercati azionari, come le strategie di relative value e arbitraggio, possono generare rendimenti indipendentemente dalla direzione dei mercati azionari. Il private equity può integrare efficacemente queste esposizioni.
Valute sottovalutate
Lo yen giapponese appare sottovalutato e la convergenza delle politiche sui tassi di interesse dovrebbe portare a un indebolimento del dollaro Usa sulla valuta giapponese nel 2026. Prevediamo anche che il recupero dello yuan cinese osservato nel 2025 prosegua, mentre in Europa segnaliamo la corona svedese come significativamente sottovalutata.
