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Immobili, trattare sul prezzo funziona. Lo sconto medio è del 7,6%
Di Redazione |
Pubblicato il 27 Gennaio 2026
La riduzione del prezzo di vendita può arrivare anche a superare il 10% nelle compravendite di soluzioni popolari, o con classe energetica più bassa

Secondo le indagini dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, la scontistica media applicata nella prima parte del 2025 si è attestata al 7,6% rilevando un leggero ribasso rispetto all’8% di un anno fa. Ma le percentuali cambiano se si analizzano le diverse tipologie immobiliari. Nelle grandi città si registra una riduzione della scontistica a -7,9% del primo semestre del 2025, in leggero calo rispetto a -8,3% del primo semestre del 2024, a causa di una bassa offerta e della preferenza accordata da parte dei potenziali acquirenti a immobili in buono stato o ristrutturati. Lo sconto medio più basso spetta a Bologna (-5,8%), seguita da Verona (-6,1%) e Milano (-6,3%).
A seconda della vetustà dell’immobile si registra un ribasso maggiore per le tipologie usate (-7,8%) rispetto a quelle ristrutturate (-7,0%) e nuove (-5,0%). Le prime, infatti, quasi sempre necessitano di interventi di riqualificazione e, di conseguenza, si tratta maggiormente sul prezzo alla luce degli ulteriori costi che si dovranno sostenere per rimodernare l’abitazione.
Gli sconti cambiano anche a seconda delle classi energetiche dell’immobile: si va da -5,1% per gli immobili in classe A a -8,4% per quelli in classe G, mentre sconti più importanti, -10,4%, si evidenziano per l’acquisto degli immobili a uso investimento che contano sul potere di acquisto dell’acquirente.
In base alle tipologie di immobili si riscontra una contrazione superiore alla media per i monolocali (-9,5%) e per le soluzioni popolari (-10,0%). Sale la scontistica per le soluzioni seminterrate (-11,6%), per quelle disposte su più livelli (-9,0%) e per quelle posizionate a piano terra (-8,3%); si scende a -6,8% se il piano terra è dotato di giardino. I piani alti e gli ultimi piani hanno ribassi più contenuti (-7,2% e -7,1%). Risultato abbastanza prevedibile visto che si tratta di tipologie sempre piuttosto ambite e poco presenti sul mercato.
Va comunque sottolineato che i prezzi di richiesta sono definiti dopo un’attenta valutazione di chi, conoscendo bene il mercato immobiliare di riferimento, determina un prezzo di partenza congruo e allineato alla capacità di spesa espressa dalla zona.