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Ecco l’indice che ha guidato le scelte di Buffett
Di Redazione |
Pubblicato il 27 Gennaio 2026
Il rapporto tra la capitalizzazione della Borsa e il Pil indica quanto le azioni siano sopravvalutate rispetto ai fondamentali

“Never lose money”, ovvero “Non perdere mai denaro” è il famoso mantra di Warren Buffett in materia di investimenti, che significa dare priorità alla conservazione del capitale evitando attività poco redditizie, prezzi elevati e vendite dettate dal panico, concentrandosi sulla protezione del capitale attraverso ricerche approfondite, diversificazione e decisioni disciplinate a lungo termine. Si tratta di prevenire perdite permanenti per sfruttare l’effetto composto, non di evitare tutte le fluttuazioni del mercato, e comporta lo spostamento dell’attenzione dai guadagni enormi all’evitare prima di tutto perdite significative. Per farlo Buffett ha inventato e seguito un indice che porta il suo nome il Warren Buffett Indicator, noto anche come Market Capitalization-to-GDP Ratio, ossia rapporto tra la capitalizzazione totale di mercato e il Prodotto Interno Lordo, moltiplicato per 100. Più questa percentuale è alta, maggiore è la probabilità che le azioni siano sopravvalutate rispetto ai fondamentali economici. Se il rapporto è minore di 111 il mercato è sottovalutato. Se è superiore a 135 è moderatamente sopravvalutato, se supera 160 è molto sopravvalutato perché significa che la capitalizzazione complessiva della Borsa è molto più alta della produzione economica del Paese. In passato, livelli simili hanno spesso anticipato correzioni di mercato o fasi di volatilità prolungata. E ora a che punto è il merato americano considerando l’indice Wilshire 5000? A ottobre del 2020 ha superato quota 160 e ora viaggia a una quota superiore a 200.