Ogni nuovo anno si apre con buoni propositi e previsioni. E se i primi vengono meno nel giro di una settimana, dei secondi se ne parla per un po’ più di tempo: specialmente in ambito finanziario, dove gli outlook diventano bussola fondamentale per navigare gli scenari dell’anno, anche se questi diventano poi imprevedibili. Per questo motivo in Cineoutlook, il nuovo format di FR|Vision, BlackRock, Eurizon e Invesco raccontano ciò che potrebbe essere il 2026. In linea di massima per tutti e tre i punti di vista l’anno vedrà due atti distinti: da una parte un proseguire del ciclo economico e finanziario corrente, il secondo caratterizzato dalle mega-forze strutturali che stanno ridisegnando l’orizzonte di medio-lungo periodo.
Per Oreste Auleta, deputy chief investment officer e head investment advisory & portfolio solutions di Eurizon, il nuovo anno si porrà come «un ambiente eccezionale per il debito, dove curve dei rendimenti con pendenza positiva permettono di allungare la duration e ottenere rendimenti interessanti su titoli di Stato, crediti investment grade ed emergenti». Mentre sulle azioni, Auleta propone di bilanciare le valutazioni “tirate” con le prospettive di utili; in un ciclo favorevole, anche Europa ed emergenti offrono opportunità.
Sul medio-lungo termine però bisogna porre l’attenzione su diverse “mega forze”, prima fra tutte, ricorda Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock Italia, l’intelligenza artificiale che continua a crescere «con una velocità senza precedenti». Finanziariamente, le aziende tech “hyper-scalers” hanno visto il rapporto Capex/fatturato salire «dall’8% a oltre il 20%». Resta però incerto, spiega l’esperto, chi beneficerà di questi investimenti.
Luca Simoncelli, investment Strategist di Invesco, conferma il quadro ciclico positivo, delineando «regime ciclico sicuramente incoraggiante» all’avvio dell’anno. L’analista evidenzia come la crescita economica tragga forza dalla resilienza del 2025 e sia sostenuta da indicatori anticipatori in «cammino al rialzo», con previsioni di Pil in revisione positiva per Stati Uniti, Europa e Giappone. Un punto cruciale sollevato dall’esperto è la diffusione geografica della ripresa: la «forza ciclica positiva» non è più concentrata, ma si sta allargando a molte economie sviluppate, un fattore che aggiunge «solidità e stabilità» al contesto generale. Ciò si traduce in un allargamento della leadership. Non è più solo il mercato azionario americano a trainare la performance; si osserva una «maggiore dispersione regionale con aree come Europa, Asia ed emergenti che guadagnano terreno», spiega Simoncelli. Questa rotazione, tipica di una fase ciclica matura ma espansiva, porta con sé un vantaggio fondamentale: «minore correlazione e potenzialmente maggiore opportunità nello stock picking».
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