Messaggi diretti su Whatsapp, Telegram, Messenger e altre app di messaggistica, personaggi che si spacciano come esperti – spesso usando le generalità di persone note – che consigliano investimenti e promettono guadagni eccezionali in brevissimo tempo. È così che comincia la truffa Pump&Dump, una forma di manipolazione del mercato in cui un gruppo di trader o singoli promotori gonfiano artificiosamente il prezzo di un asset, spesso azioni a basso costo o criptovalute, attraverso promozioni aggressive e spesso ingannevoli (pump). L’obiettivo è spingere investitori a comprare, facendo salire il prezzo. Quando il prezzo raggiunge un picco, i promotori vendono massicciamente le loro partecipazioni a un prezzo maggiorato, provocando un crollo del valore dell’asset (dump) e ingenti perdite per gli acquirenti che hanno comprato vicini ai massimi. Questo schema è diffuso sia nei mercati azionari sia in quelli delle criptovalute, ed è considerato una pratica fraudolenta che causa perdite agli investitori ignari. Dopo numerosi esposti di risparmiatori truffati, la Consob ha lanciato un nuovo allarme su questo genere di raggiri. «Mai fidarsi di chi prospetta guadagni facili via social e WhatsApp» scrive nella nota l’autorità di vigilanza del mercato. «Dietro profili che si presentano come analisti, operatori finanziari o addirittura esponenti, anche di spicco, della Consob, si nascondono soggetti che promuovono l’acquisto di penny stock, azioni di piccole società a basso costo, principalmente cinesi o americane, quotate sul Nasdaq, evocando guadagni facili con rendimenti eccezionali in tempi brevi. In realtà, questi individui detengono già una quantità significativa delle azioni in questione e coordinano, tramite gruppi WhatsApp, gli acquisti degli ignari partecipanti, spesso chiedendo uno screenshot a prova dell’operazione».
La Consob ha invitato i risparmiatori a riconoscere i campanelli d’allarme: messaggi o e-mail non richiesti, inviti a unirsi a gruppi d’investimento, riferimenti a guadagni elevati in tempi rapidi, pressioni ad agire subito o richieste di dati personali e screenshot.
Il Pump&Dump opera principalmente su asset con bassa liquidità, dove è più facile manipolare i prezzi con acquisti coordinati e campagne promozionali mirate, e non è certo una novità. Sono documentate truffe simili già nel XVIII secolo, come la bolla dei Mari del Sud, dove politici e uomini d’affari gonfiarono artificiosamente le azioni con false promesse per poi vendere le azioni a prezzi elevati, abbandonando gli investitori al loro destino. Un caso storico molto noto del mondo finanziario tradizionale è la Stratton Oakmont, la società di Jordan Belfort (celebre anche grazie al film “The Wolf of Wall Street”). Negli anni ’90, Belfort e i suoi collaboratori manipolavano il prezzo di azioni a basso costo (penny stocks) tramite campagne aggressivamente promozionali per poi vendere le azioni a prezzi gonfiati, lasciando gli investitori con titoli privi di valore. Più recentemente va ricordata la crescita e il crollo di Gamestop e nel mondo delle criptovalute, il caso del gruppo FaZe Clan nel 2021, coinvolto in uno schema Pump&Dump per la criptovaluta SaveTheChildren. Il prezzo fu gonfiato artificiosamente e poi venduto rapidamente, causando perdite agli investitori finali. Altro esempio è il token di “Squid Game”, che ha avuto un’impennata di valore seguita dal crollo, con i fondatori che sono scomparsi con profitti stimati attorno ai 3 milioni di dollari.
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Pump&Dump, la truffa degli “esperti” che corre sui social e su Whatsapp
La Consob lancia l’allarme su chi promette rendimenti eccezionali in brevissimo tempo. Chi lo fa ha già in portafoglio il titolo o la criptovaluta che spinge e vuole solo far salire le quotazioni per poi vendere tutto al prezzo più alto possibile
