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Certificati di investimento, un unico strumento per diverse strategie
Di Rosaria Barrile |
Pubblicato il 11 Novembre 2025
Questi strumenti finanziari stanno vivendo un momento di forte crescita in Italia e in Europa grazie a una serie di potenziali vantaggi per gli investitori

Secondo quanto emerge dai dati raccolti da Acepi, l’Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento, nel terzo trimestre 2025, il mercato italiano dei certificati ha registrato un nuovo massimo storico nei volumi collocati, pari a oltre 7 miliardi di euro. Ma a che cosa si deve questo boom e come funzionano esattamente i certificati?
«Tecnicamente “gli investment certificate” sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati, ovvero una combinazione di contratti finanziari incorporati in un titolo», ci spiega Marina Maghelli membro del Cda di Efpa Italia, una delle affiliate di Efpa Europe. «Sono titoli di debito che replicano l’andamento di una o più attività sottostanti, come tassi di interesse, azioni, indici di borsa o materie prime. Soddisfano alcuni tipi di esigenze come proteggere il capitale investito,ottenere un flusso cedolare, diversificare il portafoglio e ottenere un rendimento anche in caso di stabilità o di ribasso del sottostante. Il risparmiatore ha quindi l’opportunità di personalizzare la propria esposizione al rischio di mercato e la partecipazione alla performance del sottostante. Inoltre, tali strumenti consentono di accedere ai mercati finanziari con un investimento minimo contenuto».
La negoziazione dei certificati avviene secondo le medesime modalità con cui si acquistano e si vendono azioni ed obbligazioni su varie tipologie di mercati. In Italia i principali sono SeDeX ed EuroTLX.

 

Marina Maghelli, componente del Cda di Efpa Italia

 

«Acquistando un certificato, con una sola operazione e per un importo di entità limitata, si accede a una strategia di investimento altrimenti difficilmente realizzabile da un piccolo risparmiatore. I certificates si possono acquistare e vendere in tempo reale durante l’orario di apertura dei mercati, come qualsiasi azione o ETF, ma è importante fare attenzione alla tipologia, alla liquidità del singolo prodotto e allo spread applicato. Esistono diverse tipologie di certificati», puntualizza Maghelli. «Vi sono certificati a capitale protetto, a capitale non protetto, a capitale condizionatamente protetto e a leva. Proprio perché ogni tipologia di certificato prevede condizioni di rimborso diverse, è molto importante comprendere, con l’aiuto del proprio consulente finanziario, il funzionamento dei singoli strumenti e investire in quello più adatto rispetto al proprio profilo rischio. Uno dei motivi per cui il consulente finanziario può suggerire il loro inserimento in un portafoglio già esistente è quello di incrementare la diversificazione, migliorare il profilo di rischio-rendimento e l’efficienza dal punto di vista fiscale. I rendimenti dei certificati sono infatti tassati al 26%, al pari di tutte le altre attività finanziarie, ma sono classificati come “redditi diversi”. Ciò implica che possono essere usati per compensare le minusvalenze pregresse accumulate. È utile ricordare, tuttavia, che sono strumenti complessi, quindi adatti a risparmiatori con adeguate conoscenze finanziarie».